“Monsieur” Alberto Lupetti a Pescara per lo champagne De Venoge alla Fabbrica del Vino
di MASSIMO DI CINTIO*
PESCARA – Lo champagne, secondo il pensiero di uno dei più grandi esperti del mondo, Alberto Lupetti. L’occasione è stata la masterclass organizzata nei giorni scorsi all’interno degli originali spazi della Fabbrica del Vino a Pescara da Gianni Nocco, agente di zona di Première, l’azienda che distribuisce la maison de Venoge.
Giornalista che da oltre 20 anni si occupa di raccontare la champagne e gli champagne attraverso articoli e pubblicazioni frutto di centinaia di viaggi e di rapporti privilegiati con le più importanti aziende, Lupetti ha sapientemente portato per mano gli ospiti attraverso aneddoti, numeri e segreti di quella che è considerata unanimemente una delle zone vinicole più pregiate: situata a 150 km a est di Parigi e con condizioni climatiche ai limiti per la viticoltura oggi ospita oltre 33 mila ettari di vigneti (coltivati per lo più con le tre uve principali – chardonnay, pinot nero e pinot meunier – e con un’altra manciata di piccole varietà locali), con 4.200 produttori imbottigliatori in grado di portare sul mercato circa 300 milioni di bottiglie, il 57% delle quali all’estero.
Un successo planetario che non conosce cedimenti e che ha avuto una svolta negli anni ’80 del secolo scorso quando si affermò una visione dello champagne partendo dall’idea di gestire i vigneti con l’obiettivo di produrre un vino base di alta qualità, seguita dalle nuove generazioni di viticoltori e dalle grandi case storiche.
Tra queste sicuramente la de Venoge fondata nel 1837 ad Epernay da Henry-Marc e da suo figlio Joseph che, in quasi due secoli ha saputo, a più riprese introdurre elementi innovativi e distintivi (come l’introduzione della prima etichetta colorata nel 1838, l’adozione del Cordon Bleu come simbolo aziendale nel 1851 e la scelta di particolari bottiglie, con la forma che ricorda i decanter, destinate alle all’alta nobiltà d’Europa tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900) che ancora oggi caratterizzano le diverse linee che identificano le circa 900 mila bottiglie prodotte annualmente dai vigneti situati tra Cramant, Avize, Mensil-sur-Oger, Ambonnay, Verzenay, Verzy e Les Riceys.
A partire dai primi due vini in degustazione descritti da Lupetti: il Princes Extra Brut, ottenuto in maniera paritaria dai tre vitigni principali e figlio per l’80% della vendemmia 2018 e per la restante parte dai vini di riserva del 2015 e del 2016, che ha trascorso oltre 36 mesi sui lieviti e capace di convincere per la delicata freschezza e la giusta tensione gustativa; poi il l’eclettico sorso del Princes Blanc de Noirs con le sue note ricche e delicatamente fruttate del pinot nero in purezza proveniente per gran parte dal raccolto 2019 e per il 20% da 2018 e 2016, sui lieviti per 42 mesi.
Ma era solo un assaggio di una bella serata proseguita a tavola insieme a tanti ospiti, professionisti del mondo horeca accolti da Stefano Forcella, illuminato titolare della Fabbrica del Vino, luogo di grande interesse che propone indubbiamente una delle migliori carte di vini della zona, che vede al timone la direttrice Laura Caldarelli con la collaborazione del sommelier Alessandro Nardelli.
In cucina dall’autunno scorso è arrivato Mauro Del Pizzo, bravo come al solito, anche nella scelta degli abbinamenti con alcuni “pezzi forti” della produzione de Venoge in un continuo win-win: il raffinato Blanc de Blancs da uve chardonnay con le Tagliatelle di seppia e cipolla marinata al lampone e con la Tiepida di mare e vegetali di stagione, l’affascinante Princes Rosé da pinot nero con i Paccheri al ragù di gallinella, e la Louis XV vintage 1996, omaggio al re che nel 1728 emanò il primo decreto che autorizzava il trasporto del vino in vetro: uno champagne proveniente dall’eccellente vendemmia 1996 e sboccato nel 2021, complesso e cremoso, fresco e profondo nel suo incedere che ben si è accompagnato sia con il Filetto di baccalà, la sua glassa ai porcini e veli di porcini estivi, sia un piccolo assaggio di frittura di paranza con cipolla caramellata.
*giornalista

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