BENEMERITI VITIVINICOLTURA ITALIANA, PREMIO ALL’ABRUZZESE DOMENICO PASETTI


VERONA – C’è anche l’abruzzese Domenico Pasetti tra gli interpreti del mondo enologico italiano a cui viene attribuito il premio “Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana”, che nell’anno del cinquantesimo è stato intitolato ad Angelo Betti, ideatore di Vinitaly, e che fin dal 1973 vene tradizionalmente consegnato il giorno dell’inaugurazione del Salone Internazionale del Vino e dei distillati.

Il prestigioso riconoscimento segue le indicazioni degli Assessorati regionali all’Agricoltura, che hanno il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.

Per il 51° Vinitaly, le insegne del Premio Angelo Betti vengono attribuite, oltre che a Pasetti, a Ruggiero Potito (Basilicata); Tommaso Caporale (Calabria); Azienda Agricola Torre dei Chiusi (Campania); Angela Sini (Emilia-Romagna); Stanko Radikon (Friuli Venezia Giulia); Antonio Santarelli (Lazio); Azienda Agricola Zangani (Liguria); Azienda Fondo Bozzole (Lombardia); Azienda Agricola Simone Capecci (Marche); Azienda VI.NI.CA. (Molise); Azienda Agricola Beccaria Davide (Piemonte); Barbara Raifer (Provincia Autonoma di Bolzano); Mauro Varner (Provincia Autonoma di Trento); Vittoria Cisonno (Puglia); Daniela Pinna (Sardegna); Azienda Baglio del Cristo di Campobello (Sicilia); Stefano Barzagli (Toscana); Sara Goretti (Umbria); Andrea Barmaz (Valle d’Aosta); Albino Armani (Veneto).

I nomi di questi professionisti ed imprenditori vanno ad arricchire un Albo d’Oro composto da personalità che hanno fortemente contribuito alla crescita del sistema viticolo ed enologico italiano, tanto da farne un modello di riferimento internazionale.

Cerimonia di consegna il 9 aprile alle 16,30 (Ristorante d’Autore – 1° piano Palaexpo), con presentazione del libro Vinitaly dalla storia al futuro, edito da Veronafiere per celebrare 50 anni del salone e 50 anni del vino italiano nel mondo. Il volume ripercorre in sei capitoli la storia del salone veronese, partendo da Angelo Betti fino all’edizione del 2016 inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel libro, corredato da oltre 500 fotografie dall’archivio di Veronafiere, anche i contributi dei giornalisti Anna Di Martino, Marisa Fumagalli, Paolo Massobrio, Cesare Pillon, Burton Anderson e Marvin R. Shanken. Chiude il libro un racconto inedito, “Nomen Omen”, di Gesuino Némus, vincitore del Premio letterario Campiello 2016 Opera Prima, con il romanzo “La teologia del Cinghiale” edito da Elliot.

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