Ristoranti e insegne 27 Ott 2025 14:14

Ospitalità diffusa e tradizione gastronomica, La Bursch ridisegna il turismo della provincia piemontese

Ospitalità diffusa e tradizione gastronomica, La Bursch ridisegna il turismo della provincia piemontese

BIELLA – A Oretto, frazione di Campiglia Cervo in provincia di Biella, un antico borgo settecentesco è tornato a nuova vita grazie a un progetto che unisce memoria, sostenibilità e spirito comunitario. È La Bursch, risultato del restauro conservativo promosso nel 2018 da Barbara Varese, che ha trasformato la storica dimora di famiglia in un modello di ospitalità diffusa e turismo etico.

Il termine “Bursch”, in dialetto Walser, significa “casa” o “rifugio”, una definizione che racchiude l’anima di questo luogo immerso nei boschi della Valle Cervo, solitaria e segreta valle alpina a un’ora da Milano e Torino. Qui il tempo sembra sospeso, le abitazioni in pietra, collegate tra loro, custodiscono arredi recuperati, cimeli di viaggi di famiglia e suggestioni che trasformano il soggiorno in un’esperienza emotiva oltre che turistica. “La sfida più grande è stata restituire dignità e vita a edifici che sembravano ormai perduti. Si trattava non solo di un recupero architettonico, ma di ridare anima a un borgo dimenticato, senza snaturarne la storia. Sono state rispettate le tecniche costruttive originarie e recuperati arredi antichi, integrandoli con un intervento di efficientamento energetico e di riqualificazione sostenibile”.

“L’obiettivo non era creare una struttura turistica moderna, ma custodire l’autenticità di un borgo del XVIII secolo, mantenendo intatta la pianta originaria e l’atmosfera che fa sentire chi entra di vivere un viaggio nel tempo”, racconta Barbara a Virtù Quotidiane.

L’autenticità architettonica si intreccia con un’offerta gastronomica che punta alla valorizzazione del territorio. La cucina è affidata alla giovane chef Erika Gotta, classe ’93 e di origini piemontesi, che ha fatto del chilometro zero e della creatività la cifra del ristorante de La Bursch. Nei suoi menù stagionali, accanto a piatti simbolo come la Cacio e Pino o il filetto alla Wellington, si trovano erbe spontanee, fiori ed elementi raccolti nei boschi circostanti. La carta dei vini, premiata per la selezione di vitigni autoctoni, conferma l’attenzione alla filiera corta.

“La cucina di Erika Gotta, si muove tra radici e creatività. Le basi sono piemontesi, con ingredienti del territorio e piatti che valorizzano la stagionalità, ma il suo tocco personale porta sempre una nota di sorpresa. Erbe raccolte nel bosco, preparazioni vegetali raffinate, abbinamenti inediti. È una cucina che parte dalla tradizione, ma la rivisita con eleganza, creatività, genuinità e leggerezza, cercando l’equilibrio tra memoria e innovazione. Tra ingredienti locali e scintille di sperimentazioni, nascono piatti e rivisitazioni iconiche proprio come la Cacio e Pino, in cui l’abete rosso diventa ingrediente protagonista o la Cipolla con caramello, cioccolato, miele piccante fermentato e acqua di arancia in conserva. Una cucina che celebra il territorio senza mai smettere di cercare nuovi linguaggi”.

Durante l’estate, il borgo ospita anche St’Orto, bistrot all’aperto dove la cucina si fa più leggera e sperimentale, mentre nei mesi invernali la cantina in pietra diventa luogo intimo per degustazioni e cene a tema.

“La filiera corta è, come anticipato, un pilastro. Ortaggi, erbe e fiori arrivano direttamente dal giardino, spesso raccolti dalla chef stessa. Carni e formaggi provengono da produttori locali e il vino celebra vitigni autoctoni”.

“Anche la struttura riflette questa filosofia con materiali naturali, un biolago balneabile senza cloro, energia e acqua gestite con criteri di sostenibilità. Ogni scelta quotidiana – dall’arredo al menu – mira a ridurre l’impatto e a valorizzare le risorse del territorio”.

La Bursch offre esperienze che spaziano dal relax nel suo parco e biolago, ai massaggi e allo yoga all’interno ella struttura stessa, aprendosi poi all’esterno ai trekking, alle passeggiate a cavallo, alle escursioni guidate e alla fitta trama di rapporti intrattenuti con le organizzazioni del territorio biellese. Non mancano degustazioni di vini e formaggi, eventi enogastronomici, attività culturali nei borghi vicini.

“Il lusso non è inteso come ostentazione, ma come cura del dettaglio, silenzio, qualità dei materiali e calore dell’accoglienza. Si tratta di un lusso “sobrio”, che lascia spazio alla semplicità e al contatto autentico con natura e comunità”.

La Bursch non vuole essere un luogo “chiuso” per pochi, ma un punto d’incontro che restituisce energia e vitalità sia al singolo che al territorio.

Gli ospiti ideali diventano così viaggiatori curiosi, amanti della natura, della cultura, della bellezza, del buon cibo, consapevoli del potere curativo con cui tutti questi fattori possano lenire gli animi. “Non cercano solo comfort, ma un’esperienza immersiva e personale. Per questo ogni camera è unica, ogni attività è pensata per creare legami con il luogo, e ogni dettaglio mira a farli sentire a casa. Il ricordo che vogliamo lasciare è quello di un viaggio emotivo, sensoriale e umano, più che di una semplice vacanza”.

I progetti futuri seguono il filo conduttore che da sempre anima questa realtà.

“L’idea è continuare a crescere in armonia con il territorio vicino e non solo, sviluppando nuove collaborazioni con produttori e realtà culturali, ampliando le esperienze legate al benessere e all’enogastronomia, e consolidando La Bursch come un modello di turismo etico e sostenibile. Più che in un’espansione numerica, il futuro si immagina come un arricchimento qualitativo, fatto di connessioni, creatività e nuove forme di ospitalità rispettosa. E poi certo, non mancano le ambizioni. Ma lasceremo piuttosto che sia il proseguo della nostra storia a parlare”.

La Bursch è la perfetta dimostrazione che la bellezza dei territori marginali può diventare risorsa, se riletta con rispetto e creatività. Non solo un rifugio per chi cerca autenticità, ma un progetto culturale che restituisce voce a una valle nascosta, facendone un simbolo di rinascita applicabile in tutta la nazione.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.