VINITALY, GIÙ IL SIPARIO: IL BILANCIO DELL’ABRUZZO CHE ORA PUNTA SULL’AUMENTO DEL VALORE DEL VINO


VERONA – Cala il sipario sulla 54esima edizione di Vinitaly, che Virtù Quotidiane ha seguito in diretta offrendo anche stavolta un servizio unico, realizzando oltre trenta contributi video, pubblicando circa 70 contenuti e raggiungendo decine di migliaia di persone tra i vari canali.

L’Abruzzo ha partecipato con uno stand istituzionale e quasi 100 produttori. Nell’area collettiva regionale, quasi 1.500 metri quadrati allestiti dai due Consorzi (il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e il Consorzio di tutela Colline Teramane) anche l’Enoteca regionale, con oltre 200 etichette in degustazione, e una sala dedicata a presentazioni e tasting.

A Vinitaly, l’Abruzzo ha celebra anche il primo mezzo secolo della Doc Trebbiano d’Abruzzo. Per l’occasione è stata organizzata una degustazione verticale “storica”, dalla vendemmia 1973 (la prima con la denominazione) al 2019, condotta dal giornalista Walter Speller, tra i massimi esperti internazionali di vino italiano. E presentato il libro di prossima pubblicazione del giornalista Giorgio D’Orazio.

Bilancio positivo per il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente e per il presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli. Nonostante il particolare periodo storico sono molti gli stranieri che stanno apprezzando l’ampia proposta vitivinicola dell’Abruzzo al Salone Internazionale del Vino a Verona. “Ci siamo finalmente ritrovati in presenza con un entusiasmo anche al di sopra delle aspettative”, dice Di Campli nel collegamento di chiusura di Virtù Quotidiane, “abbiamo avuto nel nostro padiglione una costante frequenza di operatori che ci danno speranza per un futuro positivo”.

“È stata l’occasione di riavvicinare gli addetti ai lavori e spiegare il lavoro fatto per arrivare al nuovo disciplinare, dove il lavoro incessante di Regione e Consorzio ha portato a definire il modello su cui costruiremo i prossimi vent’anni”, ha aggiunto Imprudente. “Questa edizione partiva con molti dubbi, molti mercati non presenti, e si conclude con tanto entusiasmo, diverse novità e credo sia andata molto bene”.

“Abbiamo introdotto novità importante all’interno dei nostri disciplinari, con dei principi molto chiari tra cui quello di verità”, ha rilevato Di Campli, “un territorio per accreditarsi come territorio di valore deve innanzitutto essere credibile, avere dei riferimenti chiari e veri. Nel tempo, i disciplinari avevano delle condizioni che non sono più attuali e che abbiamo rimesso in discussione, dividendo i vini di categoria superiore dai classici. Su questi ultimi ci sono stati degli aumenti di resa produttiva, ma su quelli superiori ci sono state delle riduzioni di resa”.

“Un percorso articolato che rende oggi l’Abruzzo capace di poter affrontare tutte quelle sfide che annualmente deve gestire”, ha aggiunto il presidente del Consorzio. “L’Abruzzo deve far crescere con costanza il valore dei propri prodotti, quello che conta è il fatturato e non la quantità. Purtroppo veniamo da anni in cui si è dato per scontato che si ottiene più valore da maggiori quantità, che non significa maggiori o minori rese che sono poi gestite in modo non sempre lineare all’interno delle aziende agricole”.

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