Vinitaly 2026 22 Apr 2026 18:31

Tenuta San Leonardo, il marchese Anselmo: “Il segreto del nostro vino? L’eleganza e la bevibilità”

VERONA – Anselmo Guerrieri Gonzaga, partiamo dall’omonima stella della Tenuta, una vera case-history, come il San Leonardo. Il vino che nella cosiddetta guida delle guide continua a stupire negli anni per il suo indiscusso primato, a braccetto con il Sassicaia, entrambi figli del genio di Giacomo Tachis. Quale pensa sia il segreto del suo inossidabile successo internazionale?

Credo che il segreto di un vino che mantiene anno dopo anno un certo appeal, un certo stile, sia guardare sempre all’eleganza. L’eleganza è una parola oggi molto abusata, un po’ come passione, che diventa gergo comune. Per mio padre l’eleganza nel vino è sempre stata una questione di armonia, quindi mai grandi estrazioni, mai troppo legno, tenendo sempre a mente che la bevibilità è la cosa più importante. Io ci credo molto in questo concetto ovvero che un grande vino debba essere facile da bere e da godere. Non va mai dimenticato che un vino va bevuto, possiamo degustare e parlarne quanto vogliamo ma poi la bevibilità fa sempre la differenza. Credo il marchese Incisa Della Rocchetta e mio padre avessero in mente questo concetto e Tachis fu maestro a perfezionare l’idea. Anche nell’uso del legno, utilizzato sempre in maniera misurata perché il legno è un po’ come il sale in cucina o è poco e allora sembra insipido oppure è troppo e diventa immangiabile. Noi in affinamento ci limitiamo all’essenziale, non andando mai oltre il 30 per cento di legno nuovo.

Nel 2023 con il claim quanto mai pertinente con la filosofia aziendale che “l’attesa non è tempo sprecato” è partito il progetto “Arte a San Leonardo”. Illustrerebbe l’iniziativa?

Il progetto è nato non tanti anni fa da un desiderio molto grande che avevo e che, quando ho incontrato mia moglie, è diventata realtà. Ricordo che da ragazzino giravano per casa le bottiglie di Mouton o di altri grandi châteaux – non costavano così tanto trent’anni fa – e rimanevo sempre profondamente affascinato dalla grafica delle etichette che, in fondo, rappresentano il tratto somatico di una bottiglia. Sono sempre stato un amante dell’arte e dell’estetica dell’arte, così insieme a Giovanna Malasi, grande amica e mia maestra, è nato questo progetto che si sviluppa con una residenza artistica che coinvolge tutta l’azienda ed è anche molto divertente. San Leonardo è anche una casa, non solo un’azienda. Avere artisti che arrivano con la loro immaginazione e creatività e vedono quello che noi vediamo tutti i giorni con un occhio diverso è molto interessante.

Da tempi non sospetti la sua famiglia è attenta all’impatto ambientale della tenuta. In questo contesto si inserisce anche l’apertura al pubblico del Parco con i suoi meravigliosi giardini e roseti.

La sostenibilità è oggi una parola molto abusata ma non significa altro che cercare di avere quell’equilibrio che la natura ha sempre avuto e che si deve poi riversare nella qualità del vino. Bisogna ricordarsi che la vigna è il frutto dell’uomo perché in natura non esiste, senza intervento umano, un vigneto e quest’ultimo deve quindi essere sempre in equilibrio con la natura.


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