Nododivino, Colantuono: “Chi ha detto che le cooperative non siano eccellenze?”
VERONA – Dire cooperativa nel mondo del vino, nell’immaginario collettivo può voler dire grandi quantità e poca qualità. A sfatare questa convinzione radicata spesso tra i consumatori c’è Nododivino, società nata poco meno di dieci anni fa, in seno a Citra, la cooperativa di secondo livello con sede ad Ortona (Chieti).
“Dieci anni di storia nel mondo enologico sono pochi per affermare un brand, eppure Nododivino con la sua mission chiara sta riuscendo a ritagliarsi uno spazio ben preciso”, analizza il presidente Licio Colantuono, dallo stand nel padiglione 8 al Vinitaly.
“Citra è un consorzio di grandi dimensioni e il progetto Nododivino è nato proprio per dimostrare che con prodotti di altissima qualità possiamo competere coi grandi brand del vino”.
Le circa 20mila bottiglie all’anno prodotte raccontano il territorio, partendo dai vitigni autoctoni, a cominciare dal re dell’Abruzzo, il Montepulciano.
“Il Torre Passo è fortemente radicato nell’Abruzzo, a cominciare anche dalla grafica che riproduce il gioiello abruzzese della Presentosa”.
Torre Passo compone la linea oro insieme al Pecorino Tegeo. “Sono due vini che in tutte le manifestazioni hanno ricevuto grandi consensi”, afferma Colantuono.
Completa la gamma la linea dei monovarietali, “Montepulciano, Pecorino, Cerasuolo d’Abruzzo e lo spumante metodo classico di Pecorino, perché le bolle non possono mai mancare”, evidenzia Colantuono che sottolinea “il lavoro ristretto, ma di assoluta eccellenza”.
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