Piatti più sazianti, a cena presto e dealcolati per difendersi dal nuovo Codice della strada. L’opinione del maitre
di Serena Leo
BARI – Il 14 dicembre è entrato in vigore il nuovo Codice della strada creando scompiglio tra i wine lovers. Sebbene i limiti in vigore fossero già stringenti per chi si mette alla guida dopo un pranzo o una cena importante, oggi si va verso una stretta maggiore. L’intento è nobile e necessario senza alcun minimo dubbio, ma c’è ancora confusione sull’effettiva messa in pratica delle norme e su un nuovo modo di consumare il vino fuori casa. Ci siamo serviti dell’aiuto degli addetti ai lavori per tastare il sentiment sull’argomento.
Secondo Fabrizio De Palo, Miglior Sommelier Ais del Mezzogiorno 2022 nonché gestore dell’enoteca con cucina La Chiazzod a Molfetta (Bari) c’è preoccupazione nel settore e il campanello di allarme sono le bottiglie di vino non finite e la designazione del guidatore sobrio vista sempre più come una punizione da espiare con una Coca Cola.
“Come si può immaginare non abbiamo accolto bene la notizia e così anche i nostri affezionati clienti – dice De Palo – . La paura si percepisce quando vediamo al tavolo bottiglie di vino non terminate, tavoli in cui uno sceglie scientemente di prendere un analcolico, altri che addirittura hanno disdetto perché venivano da fuori città e preoccupati per un eventuale controllo dopo una consueta cena, come è stato sempre fatto. Siamo impauriti, ma d’altro canto crediamo che queste norme così stringenti non possano sfociare in un arresto, ma in sanzioni economiche sì. Immaginiamo che l’arresto sarà applicabile solo ed esclusivamente in caso di eccesso gravissimo”.
Prima di tutto però, c’è bisogno di fare chiarezza. La normativa detta Nuovo Codice della Strada (Consultabile in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.280 del 29-11-2024 al testo della legge 177/2024) vede cambiare il tasso alcolemico di allarme che oscilla tra 0,5 e 0,8 grammi per litro. Per cui chi viene sorpreso alla guida con valori in questo range dovrà pagare una multa tra i 573 e 2.170 euro, con conseguente sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Il criterio è “più il tasso alcolemico sale più aumentano le sanzioni”.
Quindi se siamo tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, il reato è punibile con sanzione economica fino a 3.200 euro, a cui si aggiunge la detenzione fino a sei mesi e la sospensione della patente fino a un anno. La sospensione della patente per due anni è prevista invece, per chi supera il tasso alcolemico di 1,5 grammi per litro e non manca una multa di 6mila euro da affiancare a un periodo di detenzione fino a 6 mesi.
Le novità introdotte con il Nuovo Codice della Strada non sono finite. Infatti c’è l’introduzione dell’Alcolock, un dispositivo in grado di rilevare il tasso alcolemico del guidatore e agisce impedendo all’auto di avviarsi in condizioni minime di alterazione. Viene installato nell’auto di chi è stato sorpreso con un tasso alcolemico superiore a 0,8.
Ma come si quantifica lo 0,5 di tasso alcolemico? In due bicchieri di vino a stomaco vuoto, mentre due e mezzo a stomaco pieno (Fonte tabelle Iss). Sembra davvero poco? 0,5 significa già leggera euforia e una perdita di concentrazione, quindi uscire e bersi una bottiglia di vino è ancora una buona idea?
“Le modalità di assorbimento dell’alcol sono differenti e se ci aggiungiamo il cibo, magari riusciamo a tollerare un mezzo bicchiere in più di vino – afferma il sommelier professionista – . Per non scoraggiare i nostri clienti a bere comunque responsabilmente, cercheremo di privilegiare piatti più sazianti, agevolandoli nella scelta e in modo da non disincentivare la convivialità a tavola con una bottiglia di vino. Però ci sono altre vie per non privarsi di una bevuta consapevole. Si può scegliere di uscire prima di casa, godersi la serata, passeggiare e con calma magari, lasciare che l’alcol assunto venga smaltito prima di mettersi alla guida. Ma si potrebbe pensare a un servizio taxi privato o comunale, ora inesistente nelle piccole città come la mia Molfetta. In questo modo sarebbe più semplice e sicuro riportare a casa chi vuole bere più di due calici. Inoltre, pensando in prospettiva, creerebbe nuove opportunità di business a vantaggio di un appassionato di vino che vorrebbe non essere schiavo dell’auto”.
Dato anche il momento storico favorevole e con l’apertura italiana ai vini dealcolati, questa stretta sul Codice della strada potrebbe favorirne l’uso? Secondo De Palo sì: “Quella dei no alcol potrebbe essere una via dato che facciamo già i conti con la realtà che si evolve. Dopo Natale saremo alle prese con più proposte analcoliche, dagli spirits al vino. Ci doteremo di una selezione dedicata per chi sceglierà di non rischiare in alcun modo con l’obiettivo di fare inclusione”.
Ma sulla definitività dello scenario il ristoratore non sembra essere d’accordo e non vede peregrina l’idea di una revisione della norma. “Il settore della ristorazione vale, solo in Italia, circa 75 miliardi ed è per questo che una contrazione sui consumi al ristorante provenga anche dal vino in qualche modo. Normative così stringenti porteranno diminuzione in fatturato e più giacenze di vino? Questo potrà sicuramente generare rimostranze da parte delle grandi aziende. Staremo a vedere”.
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