L’Unione italiana vini dopo settimane di polemiche: rischi solo con l’abuso, la moderazione è decisiva
ROMA – Vino? Tutta una questione di equilibri. Lo dice a chiare note l’Unione italiana vini che dopo settimane di polemiche attorno all’inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di ebrezza contenute nel nuovo Codice della strada, interviene con un approfondimento tematico sul proprio sito.
Campagne con lo scopo di demonizzare il consumo di vino, al posto di informare realmente i consumatori, non fanno che creare allarmismi e lanciare messaggi spesso fuorvianti – avverte l’Uiv – . Inoltre, questa tipologia di iniziative non solo mette in discussione il ruolo del vino, ma è in grado di minacciare l’intero mercato vitivinicolo, cancellando con un colpo di spugna l’impegno di milioni di persone e professionisti della filiera.
Nell’ultimo periodo, anche a causa di alcune iniziative promosse da movimenti no-alcol, si è diffusa l’idea che il consumo di vino e bevande alcoliche sia un’attività totalmente incompatibile con uno stile di vita sano ed equilibrato. Ma è realmente così? La chiave di volta – rileva l’Uiv – sta nella misura e moderazione: concetti importanti sia nella fase di produzione del vino, come ad esempio per quanto riguarda il bilanciamento degli ingredienti e il rispetto delle giuste tempistiche, ma anche nell’assunzione di questo prodotto.
È importante ricordare che i rischi che si possono celare dietro al consumo di alcolici, sono strettamente riconducibili all’abuso di queste bevande – avverte l’Unione italiana vini – e non sono una diretta conseguenza della loro assunzione.
Infatti, esiste una relazione positiva tra consumo moderato di alcol e mortalità. Essa è approfondita da numerosi studi del Wine Information Council ed è dimostrata dallo studio scientifico pubblicato su Nature Communications conosciuto come “Curva a J”.
L’Istituto per la ricerca su Vino, alimentazione e salute (Irvas), conferma che “Un consumo di alcol da basso a moderato (fino a circa 50 g/die) è associato a un minor rischio di morbilità e mortalità per cardiopatia ischemica (Ihd) e morbilità per infarto miocardico (Mi)”.
È possibile approfondire ulteriormente e leggere le considerazioni di Attilio Giacosa, professore di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e neo presidente di Irvas, e dell’infettivologo Matteo Bassetti, nell’articolo “Vino e salute. La divaricazione tra scienza e politica” a cura del giornalista Giulio Somma, pubblicato nel numero 19 de Il Corriere Vinicolo a pagina 2.
L’Unione rilancia infine l’invito ad aderire alla campagna Vita&Vino, a sostegno proprio della cultura del vino e del suo consumo moderato.
Presentato nel settembre 2024, la campagna vuole dare voce a chi apprezza il bere moderato, ma soprattutto alla comunità vitivinicola che lavora con diligenza, passione e consapevolezza. Vita&Vino è promossa anche da Wine in Moderation, il programma pan europeo che riunisce tutti i produttori, i professionisti del settore che vogliono presentare, vendere e servire il vino in maniera responsabile.
Unione Italiana Vini ritiene che un bene secolare quale il vino, simbolo di tradizione, lavoro, passione e convivialità non debba tramutarsi, al contrario, in un elemento generatore di paura e divisione.
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