Cronaca 09 Mag 2019 16:10

CENTRO STORICO L’AQUILA: CNA, “SÌ A PARCHEGGI, SICUREZZA E PIANIFICAZIONE COMMERCIALE, MA MANCA PROSPETTIVA”

CENTRO STORICO L’AQUILA: CNA, “SÌ A PARCHEGGI, SICUREZZA E PIANIFICAZIONE COMMERCIALE, MA MANCA PROSPETTIVA”

L’AQUILA – “Gli interventi che si sono succeduti nell’incontro in Consiglio comunale sul centro storico si possono definire come una mappatura delle esigenze dei cittadini, degli operatori economici e dei portatori di interesse. Le problematiche sono state rappresentate puntualmente, sulle prospettive invece non si è aperta nessuna discussione”.

Lo precisa il presidente di Cna L’Aquila Gianfranco Torrelli, che chiede un tavolo di confronto partecipato sul futuro della città e sulla sua vera vocazione.

“La partita che si gioca in questo momento è fondamentale – fa osservare – . È l’occasione per disegnare la città che vorremmo per le future generazioni e per capire quale sia la vera vocazione della città. Credo che il destino del centro storico dipenda di più dalle condizioni e scelte che si operano per il suo territorio circostante, che non dalle decisioni che si prendono per il centro storico stesso. I territori della città dilatata, il rapido avvicendarsi di destinazioni d’uso e di cambiamenti negli stili di vita e di fruizione degli spazi, risultano sempre più dei non luoghi e, a differenza dei contesti consolidati, quasi sempre sono privi di identità”.

“È necessario parlare dell’oggi e risolvere i problemi dei parcheggi, del traffico, della sicurezza, della pianificazione commerciale ma altrettanto necessario e non più procrastinabile è tracciare la strada su cui si incammineranno i cittadini – prosegue Torrelli – . Non abbiamo bisogno di una nuova L’Aquila, abbiamo bisogno di una città che sappia originare soddisfazione, l’attivazione di un circolo virtuoso soddisfazione-fiducia-attrattività-valore. La nostra è una città che ha molto, in molti settori e che ha dimostrato di essere pronta, non fosse altro perché le persone, dopo il 6 aprile, hanno dovuto “evolvere e reinventarsi” , ad ascoltare nuovi linguaggi, nuovi stili, nuove opportunità”.

Per attivare questo circolo di valore, sottolinea, bisogna avere chiaro il concetto di “identità e visione”.

Quale vocazione per L’Aquila? “L’Aquila è una città moderna, orientata nel cogliere le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, oppure è la città del turismo, oppure del sapere e della ricerca, oppure è la città della prevenzione e della sicurezza sismica? L’identità orienta la visione e quindi le scelte – afferma Torrelli – gli investimenti, il percorso di studi dei ragazzi, la formazione delle competenze e del saper fare, le scelte dei cittadini e non ultimo delle famiglie. Senza una visione rischiamo di avere, certamente buoni propositi, ma che di fatto restano obiettivi disordinati. Non occorre proporre esperimenti occorre creare un dialogo, saper mettere a punto un progetto capace di ottenere risposta da tutti i cittadini che rappresenti una volontà forte a capace di superare ostacoli che potrebbero invece minare dal profondo ogni azione positiva”.

“Insisto sulla visione perché oggi abbiamo la possibilità di decidere del nostro futuro e dobbiamo prenderci questa responsabilità per le generazioni future – spiega Torrelli – . Come rappresentante degli artigiani e della piccola e media impresa posso dire che abbiamo la tradizione, le idee, le competenze e l’entusiasmo per coniugare il saper fare con l’innovazione, per valorizzare quello che tutti gli altri paesi europei ci invidiano il fare di qualità allo stesso tempo re insediare, negli antichi luoghi dell’artigianato aquilano, riparati al sisma, gli artigiani potrà accelerare la formazione di una parte del nuovo carattere della città. Vale per gli artigiani e per tutti gli operatori che ciò sarà possibile solo se saranno attivate delle politiche orientate da un lato, alla concreta fruibilità e attrattività del centro storico da parte dei cittadini aquilani e del comprensorio, dall’altro se si avvieranno politiche di valorizzazione turistica del territorio che permetteranno di aumentare sensibilmente i flussi e di conseguenza la sostenibilità economica delle iniziative imprenditoriali”.

Un aiuto e un sostegno, secondo il presidente di Cna, viene dalle ingenti risorse economiche di cui oggi la città dispone con i fondi Restart, che a suo avviso “devono essere utilizzate e convogliate, dalla cabina di regia dell’amministrazione”, nella direzione delle scelte condivise e non disperse in mille rivoli improduttivi. Per questo la proposta è quella di un rinascimento urbano che sappia coniugare gli interessi particolari agli interessi più ampi e strategici di una cittadinanza in cammino”. (m.gal.)


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