A MAGGIO RIAPRONO ANCHE MUSEI E SITI ARCHEOLOGICI


ROMA – “L’ idea del bonus è quella di uno strumento per aiutare le persone con figli a carico e con reddito medio basso ad andare in vacanza, mettendo a loro disposizione una somma da spendere in strutture turistiche, dagli alberghi agli stabilimenti balneari. Un modo per aiutare imprese e famiglie insieme. Ma è presto per dire se saranno 500 euro a famiglia o una cifra più bassa ma a persona”.

Lo dice, in una intervista a Repubblica, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che boccia anche l’idea del plexiglass in spiaggia: “La trovo orribile”.

Per quanto riguarda i paventati aumenti dei biglietti di treni, traghetti e aerei, spiega: “Non ci dovranno essere aumenti e noi puntiamo a un turismo accessibile a tutti”.

Sulle risorse aggiunge: “Sono convinto che il Consiglio dei ministri considererà la specificità della crisi del turismo. Ed è molto importante che il Consiglio europeo abbia già riconosciuto questa specificità, che porterà una parte significativa della enorme somma del Recovery fund proprio sul turismo”.

Alla domanda su quanto durerà la chiusura dei confini visto l’impatto sul turismo straniero, risponde: “Dipenderà dall’andamento epidemiologico e dalle scelte degli Stati. Ho partecipato ieri al G20 del Turismo e lunedì avrò la riunione dei ministri Ue. Le preoccupazioni e la voglia di ripartire sono le stesse per tutti, ma il turismo internazionale quest’ anno non ci sarà. Da qui nasce il piano ‘Viaggio in Italia’ per un grande investimento sul turismo interno, di prossimità”.

Quando riapriranno musei e siti archeologici come Pompei o il Colosseo? “A maggio – risponde -, non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quelli in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato scientifico”.

Sullo spettacolo che vive una profonda crisi, riflette: “Stiamo discutendo con gli esperti, ma gli ultimi saranno inevitabilmente i luoghi in cui tante persone dovrebbero stare in uno spazio limitato, al chiuso o all’aperto. Vorrei fosse comunque chiaro che nessun teatro, nessun cinema, nessun artista, verrà lasciato solo. Siamo partiti con le prime risorse straordinarie proprio dai più indifesi, quelli con i redditi più bassi”.

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