A PRETURO LA FESTA DEI NONNI E DEI NIPOTI CON I CANTI DEL CORO CANTABRUZZO


L’AQUILA – Una serata nella periferia ovest dell’Aquila per rafforzare il legame tra nonni e nipoti. È successo sabato 19 ottobre si è tenuta presso la sede del centro sociale anziani a Cese di Preturo. La “Festa dei nonni e dei nipoti” è stata organizzata da Fulgo Graziosi, coadiuvato dal locale centro sociale, e ha testimoniato ancora una volta il legame molto speciale tra i nonni e i nipoti.

Nel corso della serata si è esibito anche il coro CantAbruzzo, diretto da Rosella Pezzuti. Il concerto ha proposto, nel primo tempo, un repertorio polifonico rigorosamente a cappella, con brani tratti dal Laudario di Cortona e da preziose pagine di polifonia cinquecentesca e contemporanea, il celebre spiritual I will follow him tratto dal film Sister Act e un’interpretazione del Coro di schiavi ebrei – meglio noto come Va pensiero – del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Nell’intervallo tecnico, il coro ha reso omaggio alla città dell’Aquila con una breve lettura (testo di Sandra Antonelli), per proporre poi una carrellata di brani tipicamente abruzzesi, accompagnata da Alfredo Capri alla fisarmonica. Tra tutti, ha spiccato l’interpretazione di Me tengo recordà che sci renata. Durante l’esibizione dell’omaggio all’Aquila ferita dal sisma, il tenore solista Larry Villalobos ha eseguito i suoi assoli davanti ad un pubblico attento e a tratti commosso.

La corale CantAbruzzo, compagine vocale fondata nel 2006, è diretta fin dalla fondazione da Rosella Pezzuti e preparata vocalmente da Larry Villalobos. In oltre dieci anni ha raggiunto un notevole equilibrio e una preparazione di livello, attraversando momenti di criticità, dovuti anche ai noti eventi aquilani, ma attingendo alle difficoltà con sempre maggiore impegno e dedizione.

“Nel suo piccolo organico – si legge in una nota del coro – perfettamente armonico anche dal punto di vista dei rapporti interpersonali, racchiude un vero tesoro, fatto principalmente di musica vocale ma anche di profondo rispetto e di grande considerazione dei valori culturali della tradizione e del territorio, con un’attenzione particolare alle tematiche sociali, portate spesso alla ribalta con recital e concerti dedicati e come dimostra, anche, la scelta delle coriste di indossare scarpe rosse, divenute negli anni simbolo universale della lotta al femminicidio”.

“Scarpe tutte diverse, a simboleggiare donne diverse, appartenenti ad ogni ceto, di diversa estrazione sociale, con diversi interessi e diverse professioni, di ogni età, di ogni religione e di ogni credo politico”, conclude CantAbruzzo. (m. fo.)