AGRITURISMI, IN ABRUZZO TANTE DOMANDE PER I CONTRIBUTI DEL BANDO PSR


L’AQUILA – Valanga di domande e difficoltà nella predisposizione della documentazione necessaria a rispondere al bando pubblico per il “Sostegno a investimenti per la diversificazione delle imprese agricole”, per il quale i termini si sono aperti il 24 novembre e si chiuderanno il 9 dicembre.

Per questo, il consigliere regionale Mauro Febbo ha chiesto al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente e al direttore del dipartimento Agricoltura Elena Sico di prorogare di almeno quindici giorni i termini per la presentazione delle domande relative alla misura 6.4.1 del Programma di sviluppo rurale (Psr).

“Le problematiche esposte dagli operatori – scrive Febbo – sono la difficoltà nel reperire la documentazione cartacea da tecnici, progettisti, fornitori, ecc., in quanto è spesso necessario spostarsi al di fuori del proprio comune; – la presentazione delle domande a ‘sportello’, impone la contestuale presenza delle aziende richiedenti all’interno di studi, uffici di associazioni di categoria, ecc., in quanto è essenziale ai fini del finanziamento, che la richiesta arrivi tra le prime; le difficoltà già note, che spesso determinando problemi sul ‘fascicolo aziendale’, ne impongono l’aggiornamento; la contestuale scadenza prevista per il 15 novembre, della denuncia di produzione delle uve, collegata necessariamente anche alla corretta compilazione del fascicolo aziendale e l’invio documentale dei piani di pascolamento relativi alla Misura 10 del Psr, l’invio dei certificati di monticazione e demonticazione degli allevamenti; la difficoltà di contatto da parte degli operatori con le amministrazioni pubbliche, che nella maggior parte dei casi, in applicazione delle norme Covid, si trovano in smart working, impendendo l’acquisizione delle necessarie informazioni e/o documentazioni”.

“In un momento di tale difficoltà”, rileva Febbo, “è assolutamente necessario dare la massima disponibilità agli operatori del settore, che oltre a combattere con una folle burocrazia del Psr, approvato dalla precedente giunta regionale, devono occuparsi della propria azienda per sopravvivere”.

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