ALL’AQUILA IMPRESE ESCLUSE DAI RISTORI PER LUNGAGGINI TRA APERTURA PARTITA IVA E INIZIO ATTIVITÀ


L’AQUILA – “C’è una fetta di imprenditori e aziende che, a causa di un tecnicismo burocratico normativo, è tagliato fuori dal sistema di indennizzi promossi sino ad ora dal governo, sia con il decreto rilancio sia con il decreto ristori bis. Una situazione che all’Aquila e nei comuni del cratere 2009 è resa ancora più complessa dai processi di ricostruzione in atto e che ho portato all’attenzione del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, e del ministero dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli“.

Lo denuncia il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ricordando che “le somme erogate dall’esecutivo nazionale per sostenere le attività produttive in crisi a causa del coronavirus sono legate alla perdita percentuale di fatturato mettendo a paragone i mesi di marzo e aprile 2019 con i mesi di marzo e aprile 2020. L’unica eccezione prevista nei due decreti è concessa ai titolari di partita Iva aperta dopo il 31 dicembre 2018 a cui è riconosciuto un rimborso forfettario, perché l’attività potrebbe essere partita successivamente al periodo preso in esame”.

“Questa agevolazione, però, – spiega il sindaco – esclude numerosi soggetti registrati prima del 31 dicembre 2018. Anche questi, di fatto, diventati operativi successivamente al bimestre marzo-aprile 2019: la data di apertura della partita Iva, infatti, spesso non coincide con l’effettivo inizio dell’attività e di conseguenza con il primo giorno in cui si iniziano ad avere ricavi, come nel caso di quelle ricomprese, post 31 dicembre 2018. Una fattispecie che, in città e nel territorio, coinvolge diversi professionisti e titolari di attività commerciali che, a causa di ritardi negli allacci delle utenze piuttosto che nella riconsegna dei lavori da parte delle ditte o per i lavori dei sottoservizi, adesso si ritrovano in un limbo amministrativo, costretti a rimanere chiusi e senza la possibilità di poter accedere a fondi per compensare, almeno in parte, le perdite”.

“Con una lettera inviata al premier, al ministro dell’Economia e al Mise ho chiesto di tenere in considerazione questa specificità, legata essenzialmente alle aree colpite dal sisma 2009, al fine di prevedere, auspicabilmente nella legge di conversione del decreto ristori-ter, o in previsione del decreto ristori-quater, una norma che consenta ai titolari di partita iva del cratere 2009, attualmente esclusi dai rimborsi per la diminuzione di fatturato, di prendere a riferimento altri periodi temporali rispetto a quelli previsti dalle disposizioni attuali, vista la specificità rappresentata da questo territorio”, conclude il sindaco.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021