CAPESTRANO CELEBRA SAN GIOVANNI
CAPESTRANO – Capestrano che ha dato i natali a uno dei fari più illustri del pensiero e dell’azione del ‘400, San Giovanni da Capestrano, onorerà le sue opere e la sua vita con una serie di iniziative che si apriranno sabato prossimo, 23 settembre nel castello medioevale sede della civica amministrazione.
Qui, alle 11, il consiglio comunale conferirà la cittadinanza onoraria a monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia. Successivamente, nel Convento intitolato al Santo Patrono Mondiale dei cappellani militari, verrà inaugurato il Centro Studi “San Giovanni da Capestrano” che contiene una biblioteca formata da preziosi codici miniati del ‘400 e del ‘500 che per l’occasione sarà aperta alle pubbliche visite.
Questa mattina il programma è stato presentato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso alla presenza del sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso, del delegato del Comando militare Esercito Abruzzo, Luigi Di Pardo e del presidente del Centro Studi “San Giovanni da Capestrano”, Cristina D’Alfonso.
“Quando pensiamo a Capestrano”, ha detto il governatore, “noi pensiamo alla bellezza delle sue mura, ai suoi panorami mozzafiato, al celeberrimo Guerriero: per quanto mi riguarda Capestrano rappresenta la connotazione dell’Abruzzo soprattutto per la profondità del pensiero prodotto da San Giovanni, che si aggiunge al novero di altri grandi pensatori, giuristi, scrittori tutti nati da una terrà dai pochi abitanti, ma che nel corso dei secoli ha generato persone dal pensiero gigantesco che ha portato nel mondo il nome di questa regione”.
“La città per San Giovanni, non è solamente il suolo, o un lembo di terra privo dell’effervewscenza di una vita culturale, economica e religiosa; las città era ed è il luogo principale della produzione della ricchezza, al punto che egli contemplava anche il conflitto e per fare in modo che il conflitto venisse risolto, lui arrivò a contenmplare la figura del pacificatore”.
Giovanni era nato a Capestrano nel 1386, da un barone tedesco e madre abruzzese. Studente a Perugia, si laureò e divenne ottimo giurista, tanto che fu nominato governatore di Durazzo.
Ordinato frate francescano, divenne amico di San Bernardino da Siena e con lui partecipò alla edificazione della basilica di San Bernardino, all’Aquila, raccogliendo gran parte del denaro necessario. Fu delegato del Papa in Austria, in Baviera, in Polonia.
Aveva settant’anni, nel 1456, quando partecipò alla battaglia di Belgrado contro i Turchi, resistendo strenuamente per 11 giorni sotto la foga nemica. Morì tre mesi dopo, il 23 ottobre, a Ilok, in Slavonia, oggi Croazia orientale.
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