CARTA DELL’AQUILA, ECCO IL MANIFESTO DELLE CITTÀ DELLE AREE INTERNE


L’AQUILA – Parte dal capoluogo d’Abruzzo, a dieci anni dal sisma del 6 aprile 2009, la richiesta di maggior attenzione e norme mirate per il rilancio delle zone più periferiche del Paese.

Presentata oggi la Carta dell’Aquila, il manifesto delle città delle aree interne con cui viene sollecitato il legislatore nazionale a intervenire per dare nuovo impulso ad asset strategici di realtà che quotidianamente si confrontano con i problemi legati all’orografia dei territori o alla complessità di politiche di rinascita a seguito di calamità naturali.

A lanciarla è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha voluto condividerla da subito con altri tre primi cittadini che hanno vissuto l’emergenza e che hanno saputo trovare una strada: Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, Gianluca Festa, sindaco di Avellino, e Alberto Belelli, sindaco di Carpi rappresentato dall’assessore con delega alla Ricostruzione, Riccardo Righi.

Il documento è consultabile sulla pagina Facebook dedicata e sul sito istituzionale del capoluogo abruzzese (https://www.facebook.com/events/2606862032682576/ oppure www.comune.laquila.it).

L’iniziativa di presentazione si è svolta nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni, sede provvisoria degli uffici del sindaco, all’Aquila, ed è stata moderata da Antonio Noto, presidente dell’Istituto Noto Sondaggi. Vi hanno preso parte anche l’assessore alle Aree interne della Regione Abruzzo, Guido Quintino Liris, il direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale, Antonio Caponetto ed è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Ifel e l’Ordine dei giornalisti abruzzesi.

Cultura, formazione, innovazione e turismo: sono gli hub di competenze sui quali programmare politiche di investimento e facilitare il passaggio da smart city a smart area delle zone appenniniche per attivare connessioni virtuose tra i comuni e renderli più attrattivi per famiglie ed imprese.

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, solo due giorni fa, nel corso dell’assemblea nazionale Anci, ha ricordato il valore dei municipi delle aree interne e montani. La Carta dell’Aquila è un punto di riferimento per le comunità dell’Italia ‘in salita’ che quotidianamente sono alle prese con una sfida, che si chiami ricostruzione o spopolamento. Formazione e innovazione sono temi centrali per sostenere il percorso di rinascita dopo il sisma del 2009 e dimostrare come una terra ferita possa risollevarsi se trova il coraggio di scommettere su un diffuso sistema di competenze e sui propri talenti. Una città dei saperi, della conoscenza ma anche dalla fertile e antica tradizione culturale, pronta a candidarsi a Capitale italiana della cultura per il 2021”, ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Le aree interne rappresentano il cuore del nostro Paese. Un cuore che, pur scalfito dal terremoto, non ha mai smesso di pulsare. E vuole tornare a battere più forte di prima. Una buona Amministrazione deve fare squadra con la propria comunità e tener conto delle esigenze espresse, partendo da nuovi servizi e infrastrutture cruciali per contrastare lo spopolamento delle zone colpite dal sisma. Unendo le nostre forze, riusciremo a far sì che le aree interne tornino a essere motore trainante del nostro Paese”, ha detto Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno.

“Carpi ha un filo in comune con L’Aquila, Ascoli Piceno e Avellino, quello del terremoto. Nel 2012 oltre ad essere stata distrutta e lesionata una parte importante del nostro tessuto storico ed artistico, è stata messa a dura prova la tenuta di settori produttivi di primaria importanza. Ci siamo posti il tema di dare da subito segnali non solo di resistenza ma anche di ripresa. Per questo abbiamo lavorato celermente per sistemare e mettere in sicurezza tutti i nostri edifici. Ma non abbiamo voluto disperdere il senso della nostra comunità, recuperando luoghi e spazi civici, come piazze ed edifici pubblici da sempre teatro di eventi strutturati come il festival della filosofia, la festa del racconto, le nostre notti bianche. La cultura è da sempre al centro delle nostre azioni. Un evento drammatico come il sisma ci ha visto reagire mettendo al centro delle nostre azioni la laboriosità e la socialità: in poche parole la nostra identità”, è stato il messaggio di Alberto Bellelli, sindaco di Carpi.

“Solo chi ha subìto un evento sismico devastante per la propria popolazione può comprendere le ferite che esso lascia sul territorio. Solo chi lo ha affrontato, d’altro canto, può raccontare la forza d’animo, la volontà di non rassegnarsi e la grande voglia di riscatto con cui ognuna di queste comunità è riuscita a rialzarsi e a riprendere il cammino più forte e motivata di prima. All’Aquila testimonieremo come le nostre città, seppur così duramente colpite, possono anche rappresentare un modello di buone pratiche, figlio delle esperienze territoriali più virtuose”, ha ricordato Gianluca Festa, sindaco di Avellino.

Nel corso della giornata, cui ha contribuito anche il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, con un messaggio video nel quale ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento, sindaci e amministratori hanno introdotto quattro esperienze positive di altrettanti operatori, imprenditori e professionisti, che rappresentano un’eccellenza nelle rispettive realtà, a dimostrazione di come sia possibile investire e fare impresa anche in luoghi apparentemente meno vantaggiosi purché i talenti, le competenze e le intelligenze siano messi nelle condizioni di poter operare.

A prendere la parola sono stati Daniele Francesconi, direttore scientifico del Festival della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo; Carlo Bachetti Doria, esperto di turismo del Comune di Ascoli Piceno; Andrea Riposati e Mattia Capulli, fondatori del laboratorio per lo studio di genoma dell’Aquila Dante Labs; Michele Santoro, digital strategist di Acca Software di Avellino.

Il documento è a disposizione di amministratori ed enti locali che si riconoscono nei valori contenuti, e verrà attivato un percorso di sensibilizzazione finalizzato ad una sua ampia diffusione.

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