CONSORZIO VINI D’ABRUZZO, SPUNTA IL NOME DI NICOLA DRAGANI


PESCARA – Spunta il nome di Nicola Dragani per la nuova presidenza del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. L’enologo, consulente di diverse cantine abruzzesi e marchigiane, fino a una settimana fa ha ricoperto il ruolo di presidente di Assoenologi Abruzzo e Molise, la cui guida ora è stata affidata a Gianni Pasquale.

Dragani, da quanto apprende Virtù Quotidiane, avrebbe ricevuto procura legale da un gruppo di aziende tra produttori di uva e imbottigliatori per essere rappresentati nel Consorzio.

Tra fine aprile e inizi di maggio, il Consorzio dovrà procedere all’elezione del nuovo consiglio di amministrazione, composto di 15 membri massimo, che poi provvederanno alla nomina del nuovo presidente.

Il nome di Dragani sembrerebbe mettere d’accordo più persone, in quanto la sua figura per molti sarebbe vista come super partes e avrebbe meno “però” pendenti.

I nomi che circolano nelle ultime settimane, infatti, conterrebbero per vari motivi sempre qualche parere ostativo. Alessandro Nicodemi, dell’omonima azienda di Notaresco (Teramo), da sempre attivo in ambiti consortili non troverebbe il favore univoco solo per via della sua provenienza teramana, lavorativamente parlando (di origini Nicodemi è in realtà romano), mentre da sempre il Consorzio è appannaggio della provincia di Chieti, gigante enoico dell’Abruzzo.

Su Nicola D’Auria, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, non ci sarebbe unanimità. Antonio Marascia, avvocato e presidente della Cantina Miglianico, espressione di cooperative, non avrebbe il consenso sperato perché quest’anno è più che mai forte il desiderio da parte dei privati di essere rappresentati da un vignaiolo di professione e non da professionalità provenienti da altri settori, come è successo fino ad ora.

Poi ci sarebbe Franco D’Eusanio, di Nocciano (Pescara), di Chiusa Grande, che sembrerebbe trovare la sponda di Tollo. E ancora Valentino Di Campli, il presidente uscente, reduce di due mandati che punta al terzo, pur senza godere più, pare, del supporto di Citra.

In questa fase di rinnovo sono tanti a voler scardinare il consueto meccanismo che storicamente porta alla nomina del presidente, come espressione delle due grandi cooperative sociali della provincia di Chieti, Tollo e Citra. I voti, infatti, per eleggere i membri del CdA sono calcolati in base a uva raccolta, vino e bottiglie prodotte. Il che consegna la facoltà decisoria esclusivamente in mano alle grandi cooperative e non ai produttori privati. Quest’anno per la logica di alternanza dovrebbe toccare a Tollo esprimere il presidente.

Intanto domani mattina, alle 9, è convocato un nuovo consiglio di amministrazione. Una sessione ricca di punti di peso all’ordine del giorno anche di carattere finanziario. Tra i vari argomenti, verrà anche ratificata la lista dei 30 nomi ammessi alle elezioni, la cui candidatura è stata accettata dal comitato elettorale già a metà marzo, ma che fino ad ora è rimasta secretata.

Negli ultimi giorni sono circolate voci circa alcune esclusioni eccellenti, ma nessuno dei produttori coinvolti avrebbe ricevuto ufficiale comunicazione dal Consorzio.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2022