CRESCE IL MERCATO DELLE CHIOCCIOLE, MA SONO INTROVABILI IN GRANDI CITTÀ
TORINO – Il mercato delle chiocciole da allevamento ha una crescita costante annua dell’8-10%, ma il prodotto fresco da gastronomia latita nei negozi delle grandi città italiane: a Roma, Napoli, Firenze, Bari, è presente in non più di 50 giorni all’anno.
Sono i dati dell’Istituto internazionale di elicicoltura di Cherasco (Cuneo) dove è in corso il 46/o raduno mondiale.
Negli allevamenti italiani, in totale su 9.000 ettari, lavorano circa 10 mila addetti, l’80% dell’attività è lavoro manuale; la produzione è di 408 mila quintali, il fatturato è di 300 milioni di euro all’anno, mentre il giro d’affari mondiale dell’intera filiera (compresa quindi farmacopea e cosmetica) è di 2,5 miliardi di euro.
Il vantaggio del consumo di chiocciole d’allevamento, rispetto a quelle raccolte liberamente, è l’igienicità – gli animali sono spurgati prima della vendita – e la garanzia non si sono cibati di erbe velenose.
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