DA FABRIANO ALL’AQUILA CON “IL CAMMINO DELLE TERRE MUTATE”: LA PRIMA GUIDA ESCURSIONISTICA LUNGO LE TERRE DEL SISMA


CAMPOTOSTO – I pellegrini hanno un impatto economico maggiore sull’economia dei luoghi visitati rispetto ai turisti normali: lo hanno dimostrato in un’analisi recente l’Università di Santiago di Compostela e l’Agenzia regionale Galicia Tourism studiando gli effetti del Cammino di Santiago, in Spagna.

Un dato incoraggiante se pensiamo ai territori colpiti dal terremoto in Centro Italia, che acquista un valore strategico se consideriamo che a unire le quattro regioni da due anni esiste il Cammino nelle Terre Mutate, giunto nel 2019 alla sua terza edizione.

“Il Cammino nelle Terre Mutate può essere definito, senza timore di eccedere, il primo itinerario escursionistico solidale d’Italia”, così inizia la guida a cura di Enrico Sgarella, edita da Terre di Mezzo (2019) e nata dalla collaborazione delle associazioni Movimento Tellurico, FederTrek, A.p.e. Roma, con il coinvolgimento dei Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso e Monti della Laga e il contributo attivo di cittadini dei territori attraversati.

Si tratta di un cammino di 14 tappe, di lunghezza variabile dai 9 ai 25 km e accessibile a tutti, che unisce Fabriano (Ancona) all’Aquila, passando tra gli altri per Camerino e Fiastra (Macerata), Norcia (Perugia), Amatrice (Rieti), Campotosto (L’Aquila).

Un’iniziativa solidale, appunto, che nasce da altri cammini sempre curati da Movimento Tellurico e chiamati “Lunga marcia per L’Aquila”.

Nel 2012 raggiunsero il capoluogo abruzzese da Roma, nel 2013 dall’Emilia, nel 2014 fecero il cammino inverso dall’Aquila alla Capitale e così via fino ad agosto 2016, quando altri terremoti hanno squassato l’Appennino Centrale.

La tappa che abbiamo percorso, e che descriviamo brevemente, è la dodicesima: da Campotosto a Mascioni, frazione del comune montano aquilano. È lunga 15 km e ha un dislivello in salita e in discesa poco superiore ai 500 m, con un solo punto impegnativo: l’ascesa al Monte Mascioni da Poggio Cancelli.

Per il resto, partendo dalla Piazza delle Chiesa a Campotosto e salendo verso i Map (moduli abitativi provvisori, le case costruite nel 2009 per gli sfollati del terremoto) per poi seguire lungo via del Castello, il percorso è sempre facile, pulito e ben segnato, sia dai simboli del CAI, sia da alcune figurine col logo del Cammino.

Da Campotosto a Mascioni, passando per Poggio Cancelli, il paesaggio è sempre affascinante e mai monotono, ma è sulle cime che si superano, Monte Cardito, Monte Coculle, Monte Mascioni e Colle dei Cerri, che raggiunge picchi di bellezza estasianti: la catena dei Monti della Laga a nord, il Gran Sasso a est dove risaltano il Monte Corvo, San Franco, il Corno Piccolo, nonché tre diversi affacci sui due rami del Lago di Campotosto. Unica accortezza: c’è da parcheggiare un’auto all’arrivo e una alla partenza perché si tratta di una traversata.

La tappa, insomma, è bellissima, come siamo sicuri lo siano anche quelle che attraversano le altre regioni; basta scorrere le pagine della guida per averne prova.

Il volume, poi, oltre a descrivere il cammino consiglia i punti di interesse e i servizi in zona, i posti dove dormire e mangiare e riporta sia informazioni sui territori che si visitano, sia brevi testi redatti da giornalisti, scrittori o abitanti che incarnano l’anima dei luoghi.

Il Cammino nelle Terre Mutate, dunque, da lato è una risorsa preziosa per i territori del Centro Italia e dall’altro, siamo sicuri, potrà essere un’esperienza profonda e toccante per chiunque avrà desiderio di intraprenderlo, per intero o soltanto per poche tappe.

Per informazioni sull’edizione 2019, in partenza il prossimo 24 giugno, le informazioni sono disponibili sul sito web del Cammino delle Terre Mutate. Alessandro Chiappanuvoli

 

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