DALLA SUBEQUANA ALLE ROCCHE, DOPO 64 ANNI LA STRADA CHE UNISCE VALLE E MONTE È SEMPRE PIÙ VICINA


VILLA SANT’ANGELO – “Ci teniamo acché i due centri vengono allacciati; e che la realizzazione possa avvenire il più presto possibile”. Questa la frase conclusiva che il sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila) inviava l’8 ottobre 1955 al suo collega di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), a proposito di una strada di collegamento tra i due paesi, da sempre divisi dalla montagna.

Da allora sono passati 64 anni, ma la strada non è mai stata costruita, se non per una rotabile realizzata nei primi anni Settanta dal genio militare, che “tagliò” la costa della montagna aprendo un percorso possibile ad ora solo a piedi o in jeep.

Oggi, però, la strada di collegamento tra la valle del Medio Aterno aquilano, la contigua valle Subequana e l’Altopiano delle Rocche non è mai stata così vicina dall’essere finalmente realizzata.

Dal 2015, anno del suo insediamento, il sindaco di Villa Sant’Angelo Domenico Nardis ha puntato su quella che a suo avviso potrà essere una delle leve per la sopravvivenza del paese che governa, fatto da una comunità di circa 400 abitanti.

Nel 2017 il primo tavolo di coordinamento, convocato dall’allora consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, tra i comuni su cui insiste il percorso, Rocca di Mezzo e Villa Sant’Angelo appunto. Poi lo studio di fattibilità e la richiesta dei fondi all’interno di un progetto integrato dello sviluppo turistico (Pit Restart) per una delle aree omogenee colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

L’idea, proposta oltre che dai due Comuni confinanti anche dalla vicina San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), prevede l’adeguamento e la messa in sicurezza della strada esistente, lunga circa 6,7 km, che va da Tussillo, frazione di Villa Sant’Angelo ai piedi del monte, fino a Fonteavignone, frazione di Rocca di Mezzo, alle porte dell’Altopiano delle Rocche. Un percorso che supera i 600 metri di dislivello – da quota 605 a quota 1.221 sul livello del mare – e ricade, per gli ultimi due km, nel Parco regionale Sirente-Velino.

Parliamo di due zone lontane in linea d’aria solo un km, storicamente omogenee perché entrambe terre feudali della famiglia Barile, che governò l’area per quasi due secoli, tra il XII e il XIV secolo.

Su quelle aspre montagne si erge un belvedere mozzafiato, oggi una delle tappe dell’iniziativa storico-naturalistica “Le pietre raccontano“, e dal quale i giovani di Fonteavignone avevano il privilegio di godere dei fuochi d’artificio guardandoli dall’alto verso il basso, in occasione della festa della Madonna della Libera a Villa Sant’Angelo, la più importante in quella porzione della valle.

Oggi i due ambiti territoriali, seppur confinanti, esprimono al contrario caratteristiche socio-economiche molto diverse, in termini di infrastrutture, servizi e soprattutto capacità di sviluppo turistico.

Se l’Altopiano delle Rocche, infatti, è meta di migliaia di turisti l’anno, grazie agli impianti sciistici di Campo Felice e della storica presenza di cittadini romani, Medio Aterno e Valle Subequana soffrono più di altre aree il cronico spopolamento delle aree interne appenniniche, nonostante trovino spazio sul territorio autentici gioielli come le Grotte di Stiffe, il Lago Sinizzo e altre bellezze naturalistiche e architettoniche.

“Il progetto della strada tra Tussillo e Fonteavignone migliorerebbe tutto il bacino, allontanandoci dall’isolamento e mettendo in sicurezza anche la montagna – afferma Nardis a Virtù Quotidiane – abbiamo chiesto 4,7 milioni per una strada a doppia corsa che segua la traccia già esistente, rimuovendo solo pochi alberi non autoctoni, installando guard rail in legno e dotando il percorso di un tratto di pista ciclabile. Inoltre, gli ultimi due km, ricadendo nel territorio del Parco, sarebbero fatti di asfalto leggero biologico”.

I paesi ai piedi del Monte Ocre, confinanti a est dell’Aquila – oltre a Villa, anche Stiffe, frazione di San Demetrio, Fossa, e Sant’Eusanio Forconese con la sua frazione Casentino – non sono facilmente raggiungibili dagli autobus turistici provenienti da sud.

Nonostante la contiguità geografica, infatti, oggi bisogna percorrere più di 40 km per andare da Rocca di Mezzo alle Grotte di Stiffe in autobus, mentre in auto si può abbreviare passando per la strada per San Panfilo d’Ocre (L’Aquila), tuttavia troppo esigua e vicinale da poter essere presa in considerazione in caso di aumento del traffico tra valle e monte, e inoltre più distante dalla Valle Subequana.

La sfida dei sindaci è cercare di fare rete, promuovendo in un sistema integrato un territorio ricco di attrazioni turistiche: “A questo aggiungo che già da tempo Rocca di Mezzo e San Demetrio sono unite in uno stesso istituto comprensivo scolastico. Anche in funzione di questo la nostra volontà è chiara, perché c’è unità di intenti”, sottolinea a questo giornale il sindaco di Rocca di Mezzo Mauro Di Ciccio, manco a farlo apposta nato proprio nell’anno, il 1955, in cui si iniziò a parlare del collegamento tra valle e monte.

“Offrire alle persone che visitano la nostra terra anche l’opportunità di visitare con facilità le Grotte di Stiffe, il Sinizzo o i borghi della Subequana, rappresenta per noi una prospettiva turistica interessante”, sottolinea il primo cittadino rocchigiano.

E d’altronde, il borgo di Fonteavignone, dove in inverno vivono meno di 20 persone, si sentirebbe anche idealmente più vicino alla valle. Laddove, sul belvedere, si possono ancora ammirare i fuochi dall’alto, nel giorno della Madonna della Libera.