DALL’ALBANIA ALLA CROAZIA: SETTE CICLISTI AQUILANI IN TOUR NEI BALCANI


L’AQUILA – Nei giorni in cui il Giro d’Italia attraversava le strade dell’Aquila, alcuni giovani aquilani viaggiavano, sempre in bicicletta, ma ai confini est dell’Europa.

Andrea Mancini, Emiliano Cipriani, Alessandro Alessandri, Mauro TibertiMichele Ferella, Matteo Ciammitti e Giuseppe Spada, sette amici con una grande passione in comune per il viaggio e la bicicletta, sono partiti in sella per un tour attraverso i paesi della penisola balcanica. E per chi subisce il fascino misterioso delle zone di frontiera, non c’è probabilmente terra migliore dei Balcani, dove in pochi chilometri sono racchiusi numerosi Stati, dogane, e confini.

“Non è il nostro primo tour in bici – racconta Andrea Mancini a Virtù Quotidiane – già due anni percorremmo il lato ovest della Sardegna. Stavolta abbiamo scelto i Paesi balcanici, organizzandoci autonomamente, raggiungendo una meta non convenzionale ma ricca di cultura e dei paesaggi, spinti dalla grande curiosità e dal fascino che proviamo per quei luoghi”.

Un tour di sei tappe con partenza in Albania, a Durazzo, che ha visto i ciclisti attraversare lo stesso Paese delle aquile, Montenegro, Bosnia e Croazia, per poi arrivare a Spalato, seguendo un itinerario prevalentemente costiero che ha tuttavia previsto anche qualche traccia interna.

Un totale di 580 km percorsi interamente in bici. Un modo di viaggiare che permette non soltanto di attraversare il territorio, ma di viverlo sulla propria pelle, dove odori, suoni e paesaggi non sono filtrati da un finestrino, ma diventano parte integrante del proprio incedere.

“Viaggiare su due ruote è unico, diverso da tutti gli altri tipi di viaggio. Puoi sentire addosso la cultura dei luoghi che attraversi, ammirarne da vicino i paesaggi, conoscere gli usi e i costumi della gente del posto. Passare poi la frontiera in sella è un’emozione unica, difficile da spiegare, bisogna viverla sulla propria pelle”, confida Mancini.

Tra gli splendidi paesaggi di mare e montagna offerti dall’Est, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino la realtà dei popoli balcanici, le loro caratteristiche e le loro differenze.

“Da una società ancora molto legata alla terra e alla vita di strada come quella albanese, abbiamo notato come spostandoci verso la Croazia il distacco in termini di progresso e modernità sia sempre più netto – afferma il giovane aquilano, noto in città per essere uno dei proprietari della Bottiglieria Lo Zio – in alcuni casi poi, i confini non sono ancora pienamente riconosciuti dalla popolazione locale. Per esempio a Neum, in Bosnia,  sui balconi erano appese solo bandiere croate”.

“È stato anche interessante notare come il livello di ‘progresso’ sia inversamente proporzionale all’attenzione e al calore con cui siamo stati accolti. Mentre quando eravamo in Montenegro non destavamo alcuna curiosità, in Albania ci salutavano tutti, parevano aspettare solo noi”.

La compagnia ha documentato il viaggio in tempo reale, attraverso scatti suggestivi pubblicati sulla pagina Instagram With my bike aq. Alessandro De Matteis

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