DOPO DUECENTO ANNI L’AQUILA RISCHIA DI PERDERE IL CONVITTO NEL SILENZIO GENERALE


L’AQUILA – Sembra farsi concreto, all’Aquila, il rischio che il Convitto nazionale chiuda i battenti a partire dal prossimo anno scolastico. Da quanto appreso, infatti, stamattina l’Ufficio scolastico regionale ha trasmesso alla scuola una comunicazione in cui invita il personale educativo a fare domanda di trasferimento.

Un epilogo che sta passando sotto silenzio e contro il quale si batte la dirigente del Liceo “Domenico Cotugno”, Serenella Ottaviano.

“Mi sto occupando della cosa da un anno, ora nel silenzio assordante del Comune assume carattere preoccupante, dieci giorni fa ho contattato lo staff del sindaco, Pierluigi Biondi, dal quale ancora aspetto un appuntamento”, afferma a Virtù Quotidiane.

“Il tam tam mediatico è stato condotto male ma c’è stato – aggiunge – , sembra però che la cosa interessi a pochi, sono amareggiata perché l’istituzione scuola dall’ultimo insegnante fino alla direttrice regionale, Antonella Tozza, è impegnata per capire come si può salvare l’istituzione. È il problema di una città che dopo duecento anni riesce a perdere una perla, il sindaco è stato semiconvittore, così come il fratello Roberto, se hanno potuto fare i compiti il pomeriggio lo devono al Convitto!”.

La preside non lo dice, ma il timore diffuso è che con la chiusura dell’istituzione, si possa aprire la strada a speculazioni sul prestigioso immobile nel cuore del centro, a Piazza Palazzo, sede storica del Convitto che da dieci anni aspetta di essere ricostruita.

Ed è anche a causa dei clamorosi ritardi nel recupero dell’edificio ottocentesco che l’istituto ha perso iscritti, passando dai circa cinquanta che contava nel 2009 ai 18 di oggi.

Da dieci anni delocalizzato in un modulo scolastico provvisorio (Musp) con 48 posti letto, il Convitto rischia la chiusura essenzialmente a causa della riorganizzazione del personale scolastico, considerando anche che con una quantità di convittori così esigua l’organico necessario a mantenere la struttura, composto da personale educativo e altre figure specifiche come il guardarobiere, il cuoco e l’infermiere, viene considerato sproporzionato.

In passato frequentato da giovani del circondario, i convittori di oggi sono ragazzi che arrivano dall’intera provincia e anche oltre, che studiano e contemporaneamente sono atleti nelle locali squadre sportive oppure frequentano il conservatorio o il liceo musicale, unico della provincia.

“L’attenzione del sottoscritto e dell’amministrazione comunale nei confronti dell’intero sistema scolastico è massima”, ha commentato in una nota il sindaco Biondi.

“Conosco perfettamente le problematiche legate al Convitto nazionale. Stupisce come solo oggi il dirigente scolastico, Serenella Ottaviano, sollevi il caso di una istituzione che da anni è ospitata in un Musp. Gli stessi che sono stati messi a disposizione dal Comune dell’Aquila per consentire al Liceo Cotugno di svolgere l’attività didattica in maniera dignitosa, eliminando il problema dello spezzettamento delle classi, senza costringere alunni e docenti a doppi turni”, ricorda il primo cittadino.

“Rispetto alla ricostruzione dell’immobile che comprendeva l’ex liceo classico e la biblioteca provinciale, come annunciato dai media, entro l’anno verrà indetta la gara per l’appalto del primo lotto dei lavori dal Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, a cui è affidata la competenza degli interventi”.

“Pur non essendo direttamente competente, ma comprendendo la delicatezza della vicenda Convitto, mi sono confrontato ripetutamente con il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza, mettendomi a disposizione e fornendo alcune ipotesi di lavoro. Attendo altre proposte, sono certo ve ne siano, anche dalla dirigente del Cotugno”, ha concluso Biondi.

“Si continua a non tener conto delle ragioni della città, della sua storia, del necessario investimento nella educazione e formazione”, ha detto dal canto suo Stefania Pezzopane, deputata del Pd.

“Possibile che Regione, Provincia e Comune insieme non riescano a fermare questo scempio? Datevi una mossa per favore. Sembra infatti  avvicinarsi inesorabilmente il rischio della chiusura del Convitto nazionale, pare già a partire dal prossimo anno scolastico. Se è vero che stamattina l’Ufficio scolastico regionale ha trasmesso alla scuola una comunicazione in cui invita il personale educativo a fare domanda di trasferimento, significa che il Comune e le altre istituzioni locali nulla hanno fatto”. (m.sig.)