ERCOLE OLIVARIO 2019, È SFIDA TRA 185 ETICHETTE

PERUGIA – Sono 185 gli oli di 17 regioni che partecipano alla XXVII edizione dell’Ercole Olivario, il concorso nazionale per le eccellenze olearie territoriali. Un punto di riferimento per il settore, che quest’anno riflette il pesante calo di produzione registrato nel 2018.

L’Italia dell’olio, infatti, ha scelto di puntare sulla valorizzazione della qualità come rimedio anti-crisi, visto che le etichette in gara lo scorso anno erano 237, pronta a contendersi a Perugia il prossimo 30 marzo i riconoscimenti della competizione, organizzata dall’Unioncamere, in collaborazione con la Camera di Commercio di Perugia e il sostegno delle associazioni dei produttori olivicoli.

A guidare il team degli aspiranti vincitori, come è stato detto nella presentazione di questa mattina nella sede di Unioncamere, sono Umbria, Lazio e Toscana, rispettivamente con 33, 28 e 21 oli in gara. Seguono Sicilia (20), Sardegna (14), Puglia (13), Abruzzo (13), Calabria (9), Liguria (7), Lombardia (7), Campania (6), Veneto (4), Trentino (3), Basilicata (2), Marche (2), Molise (2) ed Emilia Romagna (1).

“Ventisette edizioni – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni – sono un grande traguardo che ha visto dal 1993 a oggi, oltre 8.800 etichette iscritte, per un totale di 280 vincitori”.

“È da sempre una delle nostre sfide la ricerca della qualità, coniugando tradizione e innovazione”, ha sottolineato il presidente di Unaprol, David Granieri intervenuto alla presentazione dell’Ercole Olivario, “un valore da tutelare e proprio per questo abbiamo proposto al Consiglio Oleicolo Internazionale una revisione del livello di acidità dallo 0,8% allo 0,5% per l’olio Evo; questo per restringere una classe merceologica troppo ampia che contiene prodotti profondamente diversi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vice presidente vicario Italia Olivicola, Luigi Canino, impegnato a difendere il panel test, unico strumento utile per la classificazione degli oli in grado di contrastare frodi e contraffazioni che inquinano gli scaffali.

“L’Italia – ha detto Canino – può vincere la sfida sui mercati solo se continuerà ad investire sulla qualità, unica garanzia per i consumatori e sul lavoro dei produttori veri”.

Il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, infine, ha evidenziato il ruolo delle Camere di commercio nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari anche attraverso l’Ercole Olivario, che da quasi trent’anni premia la qualità. Un concorso che punta su qualità e internazionalizzazione, grazie alla tradizionale collaborazione con l’agenzia Ice. Una delegazione di giornalisti e buyer cinesi, infatti, parteciperanno alle fasi finali del concorso e alla cerimonia di premiazione. Non mancheranno momenti di approfondimento con focus sul ruolo dell’olio extravergine di oliva in Cina e seminari sulla qualità e biodiversità degli oli italiani e sulla tecnologia del processo estrattivo.

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