FESTA DELLA MONTAGNA, IL CAI L’AQUILA SI TIRA INDIETRO: “CRITERI E PROCEDURE IN CONTRASTO CON LA NOSTRA IDEA”

foto Lucio De Marcellis

L’AQUILA – Non si placano le polemiche intorno alla “Festa della Montagna”, manifestazione organizzata dal Comune dell’Aquila in sostituzione del fortunato “Festival della Montagna”, e in programma nel capoluogo abruzzese dal 4 al 6 ottobre prossimi.

Con una lettera indirizzata all’associazione Gran Sasso Anno Zero, che aveva ideato e curato quattro edizioni del festival, la sezione aquilana del Club Alpino Italiano esplicita un passo indietro rispetto al proprio coinvolgimento nella prima edizione della “Festa della Montagna”.

“È estremamente increscioso quello che è successo – è l’esordio della missiva, firmata dal presidente del Cai L’Aquila, Vincenzo Brancadoro – il Cai, a suo tempo indicato dal Comune per essere presente nel Comitato organizzativo del Festival, ha dovuto declinare l’invito, poiché i criteri e le procedure messe in campo erano in contrasto con l’idea che il Cai aveva del Festival, con tavole rotonde, incontri, performance, proiezioni e installazioni che fossero, necessariamente, di altissimo livello, sia dal punto di vista sportivo che culturale”.

“Volevamo un Festival tematico, che scegliesse tutte le iniziative da inserire in programma sulla base di un tema preciso, rendendo un’immagine perfetta dal punto di vista progettuale e organizzativo – continua Brancadoro, in riferimento alle accuse mosse in questi giorni di eccessiva genericità del programma della festa – . Tutto ciò si è rivelato non realizzabile, comunque non nei tempi e non nei modi proposti dal Comune”.

Nella lettera viene poi evidenziato come “sia stato un errore estromettere Gran Sasso Anno Zero”.

I rappresentanti dell’associazione, infatti, sono stati rimossi dal comitato promotore del festival e sostituiti da persone di fiducia dell’amministrazione comunale.

L’apporto del Cai aquilano per la Festa della Montagna sarà quindi solo limitato alla segnalazione di un libro (edito dal Cai centrale) sulla flora a rischio sulle montagne aquilane, e alla presenza del coro Cai dell’Aquila, che si esibirà il 6 ottobre.

“Spero, con tutto il cuore e la volontà, che negli anni a venire possa realizzarsi un Festival della Montagna pienamente degno del nome, che veda tutti i migliori soggetti che si occupano a vario titolo di montagna (Cai in testa) uniti insieme per un progetto comune davvero condiviso, non escludente ma aperto, già dalla fase embrionale, alle Associazioni e alle realtà del territorio”, è la conclusione di Brancadoro.

Dopo le polemiche sull’estromissione dell’associazione e quelle, più recenti, legate all’accusa di un eccessivo sbilanciamento politico (a destra) delle iniziative in programma, si tratta di un altro rifiuto, insomma, per il nuovo evento del Comune dell’Aquila, dopo quelli ricevuti nelle settimane scorse da alcuni fornitori delle passate edizioni del festival.