FRANCO CALVISI E LO CHALET, LA STORIA DELL’AQUILA ALLE PORTE DEL CENTRO STORICO


L’AQUILA – Bancone, tavoli e tazzine ad accarezzare quasi due secoli di storia. Un locale, al terzo restyling, avamposto del centro storico, nel mezzo del parco della Villa Comunale. Ecco lo Chalet, gestito ininterrottamente, per oltre 30 anni, da Franco Calvisi, con l’aiuto dei suoi familiari.

Una continuità che gli è valsa il riconoscimento della Camera di Commercio “Fedeltà al Lavoro, del Progresso Economico e delle Imprese Antiche della Provincia dell’Aquila edizione 2019”, medaglie e diplomi di benemerenza a lavoratori e imprese nei settori del commercio, dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi della Provincia dell’Aquila con almeno 25 anni di ininterrotta attività.

Una scommessa per Franco che non ha mai smesso di credere in questo locale. Appena dopo il sisma del 6 aprile 2009, infatti, l’area adiacente al bar era stata classificata come zona rossa. C’erano voluti 3 mesi affinché il Comune rilasciasse le dovute autorizzazioni, 3 mesi in cui il titolare dello Chalet aveva intanto pensato di ingrandirsi e di offrire alla sua clientela anche un servizio di self service.

Proprio quel servizio di self service allestito poi per accontentare una variegata porzione di clientela e che, nei mesi scorsi, è stato l’oggetto principale dell’ampliamento.

“Un periodo delicatissimo”, ricorda a Virtù Quotidiane, “tornavo qui anche per dare un po’ di acqua ai pochi volatili rimasti liberi in centro. Il mio bar fu il primo, comunque, della zona a riaprire ed è stato solo dopo qualche mese che anche le altre attività hanno potuto ricominciare a lavorare”.

Un impegno non da poco ha permesso di restituire negli anni un locali un locale completamente rinnovato.

“Nel mio piccolo”, sottolinea, “mi sono sempre messo al servizio del miglioramento della città, una città che amo profondamente e che mi sta davvero a cuore”.

La sua storia personale e quella di suo fratello Antonio si intrecciano con la storia di questo locale. Una vicenda che abbraccia tre secoli. Così (foto sopra) appariva all’inizio del 1900, in una struttura realizzata secondo uno stile neoclassico. Poi, nel dopoguerra, si arrivò al decentramento del locale rispetto alla piazza.

Prima di tentare la sorte con questo bar, Calvisi ha lavorato alla gelateria Tambo (poi gelateria Veneziana). Poi l’avventura durata tre decadi che ha visto l’ampliamento del locale di svariati metri quadri.

Tutti i giorni, dalle 6 fino a tardi. Un punto di riferimento per la Villa Comunale che rappresenta uno dei nodi nevralgici del centro che rinasce.

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