GABBIE PER CATTURARE CINGHIALI IN AREE PROTETTE, DENUNCIA DEGLI ALLEVATORI DEL COSPA


PENNE – “L’oasi di Penne farà un seminario per la cattura dei cinghiali con la gabbia nonostante la legge 157/92 art. 21 lettera z) vieta a chiunque di produrre, vendere e detenere trappole per la fauna selvatica come tra l’altro ribadito all’art. 8 dalla direttiva Ce n. 2009/147/. Quindi solo la detenzione determina l’arresto, invece questi invece in questo caso se ne pubblicizza addirittura l’utilizzo!”.

A dirlo è Dino Rossi, del comitato spontaneo di allevatori Cospa Abruzzo.

“La direttiva Ce vieta l’utilizzo delle gabbie, in quanto non solo lo ritiene un metodo non selettivo della specie, ma è accertato che possono catturare altre specie di animali – spiega Rossi in una nota – . Non si capisce come mai il Parco della Maiella nel comune di Serramonacesca e l’oasi di Penne all’interno dell’Oasi regionale in questi giorni hanno posizionato le trappole per la cattura dei cinghiali, a quanto sembra senza rispettare la legge”.

“Queste gabbie, che in realtà sono trappole vietatissime sia dalla legge 157/92 che dalla direttiva 2009/147/Ce, non rispecchiano nemmeno il D.Lgs 81/2008, che prevede la valutazione del rischio per la locazione delle attrezzature, come nel caso delle gabbie – spiega il rappresentante del Cospa – . Le gabbie in questione risultano essere costruite da costruttori ignoti senza aver rispettato la normativa Uni che prevede la buona tecnica, non sono state fatte le valutazioni del rischio come previsto”.

“Infatti, il datore di lavoro, in questo caso gli enti gestori, Parco Maiella e l’Oasi di Penne con il contratto di locazione scaricano tutte le responsabilità infortunistiche su chi utilizza queste attrezzature o macchinari per la cattura dei cinghiali. Queste trappole, gabbie o chiusini, che in realtà non si capisce cosa sono, se si tratta di attrezzatura o macchinari, comunque sono oggetti costruiti abusivamente senza una scheda tecnica, senza calcoli della porta basculante messa all’estremità, senza il calcolo di rottura del cavo d’acciaio che mantiene sospeso il portellone di chiusura una volta che l’animale è dentro”.

Il Cospa ha scritto alla Procura della Repubblica di Pescara chiedendo di “fare chiarezza. È risaputo che i cinghiali escono dalle aree protette di notte, danneggiano i campi coltivati per tornare dentro e i danni li paga lo Stato attraverso le Regioni”.

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