IL MELETO DEDICATO ALL’ORSO BERNARDO RIDOTTO ALL’ABBANDONO, LA DENUNCIA


PESCASSEROLI – Il meleto realizzato a Pescasseroli (L’Aquila) in memoria dell’orso Bernardo, diventato simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise la cui morte commosse l’opinione pubblica nel 2007, ridotto all’abbandono.

La denuncia arriva da Dino Rossi, allevatore e coordinatore nazionale centro nord del Mse (movimento scelta etica) Agricoltura e caccia.

“Purtroppo non si è mai saputa la verità in merito alla morte dell’orso Bernardo”, ricorda in una nota, “in quel periodo furono indagati quasi tutti gli allevatori della zona interessata, tutto finito in una bolla di sapone, ma da alcune voci di corridoio sembrerebbe che Bernardo fosse morto a causa di una dose eccessiva di narcotizzante. Se ricordate di Bernardo, sicuramente ricorderete del calendario dedicato a tutti gli orsi abruzzesi, per l’esattezza 50 esemplari, il cui ricavato devoluto per la piantagione del meleto in località Casone a pochi km dalla sede del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise”.

“Questo risale all’anno 2008, sono passati 12 anni e furono raccolti 10 mila euro per l’impianto del meleto con tanto di cancello e recinzione elettrificata. Qualche giorno fa ci siamo recati sul posto per un sopralluogo per verificare lo stato delle piante e capire per quale motivo gli orsi fuggono dal Parco fino ad arrivare a Villalago pur avendo a disposizione un grande meleto impiantato con i soldi dei contribuenti”.

“Finalmente – aggiunge – abbiamo capito che non è solo l’impianto di risalita costruito su un Sito di interesse comunitario (Sic) a far fuggire agli orsi, ma a prendere il largo si sono unite anche le piante delle mele. Quel campo, se custodito a mestiere oggi avrebbe prodotto decine di quintali di mele, sufficienti a sfamare molti orsi, ma invece delle mele sono nati ‘i bidoni’, i quali non danno nessuna varietà di mele anzi rendono l’idea di una discarica a cielo aperto”.

“Nel cuore del Parco”, continua Dino Rossi, “questo meleto doveva essere da esempio per l’Abruzzo e l’Italia di come vengono spesi i soldi dei contribuenti per la salvaguardia degli orsi, invece esiste una discarica al posto delle piante donate al Parco dal vivaio della forestale all’epoca della piantagione”.

“Esattamente, avete capito bene le piante delle mele furono donate dalla forestale e i 10 mila euro ricavati dal calendario non si è mai capito la fine che fecero. In quell’epoca tutti in passerella, anche il Wwf con la potatura verde dei meleti abbandonati con i contributi Coop. Colgo l’occasione per dire a questi signori che hanno usato la morte dell’orso per mettersi in mostra con progetti realizzati solo per l’apparenza con i soldi dei contribuenti, che la terra va coltivata sempre e non ad ogni ricorrenza, non è una domanda per un finanziamento!”.

“Oggi tocca all’assessore Imprudente sfilare in passerella a stipulare la convenzione con il Parco per danni da orsi, ancora soldi che sicuramente non saranno a vantaggio dei danneggiati, visto i precedenti”, rileva Dino Rossi. “Intanto tra gli agricoltori crescono i malumori, sia per l’approvazione del Piano faunistico che non riduce i danni alle coltivazioni e si continua ad applicare il de minimis sui risarcimenti da danni da cinghiali”.

“Vogliamo sapere dall’assessore Imprudente quando la smetterà di fare le sfilate e passare ai fatti concreti per un vero aiuto al mondo agricolo, da quando si è insediato non si sono visti degli atti concreti se non per accontentare gli amici degli amici e all’agricoltura vera solo tante chiacchiere!”, conclude Rossi.

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