LA DIFFICILE RIPARTENZA DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO, LA FREE POWER SERVICE DI ORTONA CHIEDE TEMPI CERTI


L’AQUILA – Sarebbe impossibile oltreché riduttivo cercare la categoria professionale più compromessa dal Covid, che si è espanso a macchia d’olio sul mondo del lavoro tutto. Anche i lavoratori dello spettacolo hanno sofferto e continuano a soffrire dello stop imposto dalle autorità.

L’agenzia Free Power Service di Seby Marcianò ad Ortona (Chieti) si occupa da vent’anni di tutte le tecnologie e servizi per eventi e spettacoli. È il caso di dire che con il gruppo di lavoro, tra cui il tecnico Gennaro Zinni, ha portato in scena tutte le sue competenze a servizio di grandi eventi live, sfilate di moda, eventi aziendali e comizi.

Prima dell’arrivo della pandemia, stava seguendo i musical The Christmas Carol con Roberto Ciufoli e Nunsense con la Compagnia dell’alba, fondata da Fabrizio Angelini e Gabriele De Guglielmo; e per il Teatro Francesco Paolo Tosti di Ortona veniva regolarmente coinvolto per produzioni locali, spettacoli di prosa e manifestazioni comunali.

Solitamente si prestava anche per produzioni di spettacoli degli one show man come Edoardo Leo e Luca Argentero per la Stefano Francioni Produzioni di Pescara.

Oggi sono quasi completamente fermi.

“Con i teatri chiusi e il mercato legato alle associazioni, scuole e palestre – che rappresentava la metà del fatturato – sono 430 giorni che siamo senza lavoro. Da febbraio dello scorso anno a quello del 2021 abbiamo realizzato soltanto sedici eventi. Chiediamo date certe e un preavviso congruo di tre, quattro mesi per poter dare modo agli organizzatori di programmare tutte le attività. Ciò che andrebbe fatto in estate sarebbe dovuto essere pianificato dopo Natale e invece, così facendo, abbiamo già perso un’altra mezza stagione. Nel bilancio 2020 abbiamo avuto una perdita di fatturato pari al 75% e anche alcuni eventi aziendali sono stati posticipati. Ci auguriamo che il virus venga effettivamente contenuto con le campagne di vaccinazione e con l’arrivo delle temperature più alte, solo così potremmo quantomeno programmare a settembre la stagione invernale”, afferma Seby Marcianò a Virtù Quotidiane.

“L’incertezza generale non permette di organizzarci, ci avevano dato speranze poi sfumate. Consentire ad una compagnia teatrale di ricominciare a fare prove, casting, necessita di tempo. Speriamo di poterci riattivare quanto prima nel massimo rispetto delle norme anti-Covid. Personalmente, essendo anche una studentessa universitaria, ho approfittato di questo tempo per studiare e seguire delle lezioni di canto autonomamente. Ritengo che i teatri potrebbero riaprire e permettere sia al lavoratore, sia allo spettatore di vivere quel luogo in tutta sicurezza”, conclude la performer Claudia Mancini.

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