LA MENSA DELLA “24 LUGLIO”: VOLONTARI, DISABILI E ABITANTI DEL QUARTIERE COLORANO INSIEME IL PRANZO


L’AQUILA – La “Comunità 24 Luglio – Handicappati e non” è un vortice travolgente di sorrisi, parole, contatti fisici e mentali, colori, emozioni. Sono queste le sensazioni più forti che pervadono una volta varcata la soglia della nuova sede dell’associazione, che da quasi 40 anni è un punto di riferimento all’Aquila per le tematiche della disabilità.

Dallo scorso ottobre la Comunità è tornata, dopo più di nove anni, nella sede storica nel quartiere di Santa Barbara. È qui che ci si forma, ci si organizza per il servizio di trasporto per disabili, si progettano i percorsi di autonomia, o si pianificano momenti ricreativi come feste, gite e vacanze.

Qui ci sono uffici, un centro diurno, una sala cinema con centro di produzione documentaria e una sala mensa. È quest’ultimo uno degli spazi più frequentati della Comunità 24 Luglio.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, la mensa sociale e solidale della comunità è aperta alle persone abili e disabili, ai volontari dell’associazione come ai cittadini del quartiere. È aperta a tutti, insomma. Ogni giorno, a pranzo, quei colori, quei contatti e quelle emozioni esplodono. Per poi tornare il giorno successivo, assieme al profumo del sugo proveniente dalla cucina a vista della sala.

“La mensa è da sempre uno dei nostri punti di forza – afferma con orgoglio Claudio Del Tosto, uno dei circa cento soci dell’associazione – l’attività con i ragazzi della Comunità è fondamentale, perché si inserisce nel programma di autonomia e gestione degli spazi casalinghi. C’è chi aiuta il cuoco, chi apparecchia, chi pulisce dopo il pranzo”. Qui chiunque non si sente un semplice utente, ma il protagonista di un processo collettivo. Il pranzo quotidiano in Comunità rappresenta uno dei momenti di massimo intreccio tra gli “handicappati e non”.

I turni per aiuto cucina e pulizie si decidono mese per mese, mentre la spesa di verdure e frutta è più frequente, per garantire sempre cibi freschi, e la dispensa vive anche del progetto “Buon fine”, un accordo sulla raccolta alimentare tra la Comunità e il negozio Coop al Torrione. Ognuno dei cinque giorni in cui la mensa è attiva è affidato a un cuoco o a una cuoca diversi, affiancati ogni volta da un utente diverso. Insieme si cucina per una trentina di persone al giorno.

“Negli anni abbiamo modificato il menu, rendendolo oggi più equilibrato, perché nel pomeriggio i ragazzi e le ragazze svolgono attività laboratoriali anche manuali. Non è un ristorante, e per questo abbiamo deciso che il pranzo non sarebbe dovuto essere ogni volta un evento, ma piuttosto una situazione quotidiana, quasi casalinga”, spiega Del Tosto.

Alla mensa popolare della 24 Luglio si mangia con poco – c’è una sottoscrizione simbolica di 3 euro per il pranzo – e il cibo è buono, almeno quanto la compagnia. Il momento di socialità permette alle persone disabili di lavorare sulle proprie autonomie quotidiane, agli operatori e ai soci dell’associazione di ritrovarsi per un momento di convivialità o confronto.

Ma nella nuova sede si vuole tornare ad essere un centro di vita associativa permanente per tutto il quartiere di Santa Barbara: “Gli anziani che l’estate giocano a carte sulle panchine di Piazza Italia, l’inverno hanno uno spazio al caldo dove poter stare insieme”. Dimenticando persino le inevitabili brutture di una città in ricostruzione come L’Aquila, contribuendo anche alla realizzazione di teli colorati apposti a confine del condominio, per non avere sempre davanti le crepe e l’abbandono dell’edificio ancora non ricostruito, a quasi dieci anni dal terremoto.

Un vortice di emozioni e colori nel quartiere, appunto. Iniziando dal momento di socialità per eccellenza: il pranzo alla Comunità 24 Luglio.

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