Enogastronomia 27 Mag 2026 16:50

Fermentati coreani e distillati internazionali, da Kose a Pescara la drink list è una contaminazione

Fermentati coreani e distillati internazionali, da Kose a Pescara la drink list è una contaminazione
Andrea Caldora e Ha Jung Kim

PESCARA – Quando i coreani si siedono a tavola accompagnano le loro pietanze, rigorosamente servite in condivisione, con birra o soju (distillato a base di riso, orzo o frumento).

Da Kose, il primo ristorante coreano d’Abruzzo, tra i pochi in Italia, l’abbinamento è con i vini, attraverso una lista mirata e costruita ad hoc, tra proposte internazionali, italiane e qualche chicca d’Abruzzo.

Ma lo è anche con i cocktail. E non si tratta di un forzato tentativo di proporre a tutti costi qualcosa di diverso. No. È il risultato di una connessione naturale che si è creata tra i titolari di Kose, Andrea Caldora e sua moglie Ha Jung Kim e il bartender Andrea Forlano, di Gintoneria Creativa, che ha dato il via ad uno studio preciso, fatto di assaggi, di accostamenti pensati e poi sperimentati.

Andrea Forlano

Ne è uscita una drink list innovativa, diversa, unica, dove i distillati più noti si uniscono a fermentati “fatti in casa”, o meglio nella cucina di Kose, per esaltare e amplificare tutti i gusti esplosivi dei piatti coreani che giocano tra piccante, acidità e umami.

“Quando ho assaggiato per la prima volta la cucina di Kose”, rivela Andrea Forlano di Gintoneria Creativa, “il palato è andato in estasi, allora ho voluto creare qualcosa di incredibile. Abbiamo calibrato i drink direttamente sui piatti, cercando di entrare nella loro cultura”.

Ecco che il Mak-Tini vede un dry gin unirsi al Makgeolli, che è un fermentato di riso da 7-8 gradi, in cui affonda un’olivetta come nel classico Martini, o ancora il Kimchi Spice, a base di tequila, con acqua di kimchi (bevanda fatta a partire dalla verza fermentata), con aggiunta di liquore al pomodoro, che riporta il palato verso il sapore di un Bloody Mary, ma va oltre con la scossa data dal sale sul bordo e con quel profumo di verza che persiste e un retro di peperone che arriva in seconda battuta, dato dal liquore Ancho de Reyes, a base di peperone verde appunto e cacao.

Aperto poco prima di Natale, nella centralissima piazza Salotto a Pescara, Kose è un’idea di Andrea Caldora e sua moglie Ha Jung Kim già fondatori di peasfood.it, un sito e-commerce dove i coreani possono acquistare una selezione dei miglior prodotti made in Italy.

Andrea, terzo figlio della famiglia Caldora che opera nell’edilizia da tre generazioni, ha sempre avuto una grande passione per la cucina e il buon bere. Già 10 anni fa aveva aperto, all’interno del mercato coperto in via Battisti, Baccalà. Ha Jung che in Corea è molto seguita sui social per il settore food, cura in prima persona la parte gastronomica insieme al resto della brigata.

Tutto il progetto è stato pensato nei minimi dettagli, con il locale realizzato dallo studio SummitLab di Pescara di Sabina De Deo, che tra progetto stilistico e arredi (dal soffitto scendono tessuti color pastello che si usavano per la tradizionale mappatella) ha saputo riprodurre la delicatezza e la dolcezza della titolare Ha Jung.

Il brand, affidato a Fabio Di Donato, è una crasi di Korean e Cuisine, cucina coreana, con il nome che in coreano indica “il momento presente”, ma è anche facilmente memorizzabile per la lingua italiana e rimanda anche a tutte le cose che si portano a tavola, insieme, tipicamente come avviene sulle tavole coreane. E per il logo il font è stato creato ad hoc.

Dalla cucina Ha Jung ha saputo creare una proposta autentica della cultura gastronomica coreana, pur contaminandola, introducendo elementi anche della cucina abruzzese e italiana.

Nei ravioli Mandu ad esempio il ripieno è di kimchi e maiale nero d’Abruzzo, “non tanto per mettere per forza un qualcosa di regionale”, chiarisce Caldora, “ma perché in effetti la carne è la più simile a quella del maiale nero coreano”. Il pollo fritto coreano si accosta a soia, basilico fritto e aceto balsamico Igp, mentre nella versione piccante, si inserisce il peperone dolce di Altino.

Nell’insalata di pesce seppie e mazzancolle si sposano con germogli, cappuccio bianco e rosso, e tutto si amalgama con wasabi addolcito. O ancora, la colatura di alici di Cetara viene inserita nella fase di fermentazione della verza che abbraccia i roll.

Il locale si affaccia direttamente dalla piazza, attraverso il bancone del cocktail bar, che diventa il luogo adatto per un primo approccio alla proposta gastronomica, dove degustare le “kosine”, cioè la parte gastronomica più easy, esaltata appunto dalla drink list sviluppata da Forlano.

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