LA “RIVOLUZIONE” DEI B&B IN ABRUZZO TRA PRO E CONTRO, “FINALMENTE COLAZIONI FRESCHE”

L’AQUILA – “Prodotti freschi a colazione e non più confezionati nei B&B, iscrizione obbligatoria delle strutture all’elenco di notifica di inizio attività sanitaria (Nias) con bollettino di 15,49 euro e un corso base di manipolazione dei cibi per i gestori presso le Asl o le associazioni di categoria”.

A fare chiarezza sulle maggiori novità introdotte dalla delibera di giunta regionale n.1060/2018 che ha suscitato numerose polemiche, è Lucia Simioni, presidente dell’ associazione regionale di categoria AbruzzoBnB.

La delibera, che recepisce la direttiva Ce n.852/2004, sta generando una levata di scudi da parte di alcuni operatori abruzzesi preoccupati per “gli adempimenti sia burocratici che strutturali” che si dovranno attuare e che, a loro vedere, oltre a determinare incrementi dei costi, comporterebbero l’assunzione di vincoli incompatibili con la maggior parte delle strutture.

Di parere opposto è invece la Simioni: “È il primo vero grande risultato per i B&B dopo 20 anni – afferma a Virtù Quotidiane – Dopo tanto tempo abbiamo nuove norme che modificano la legge 78/2000 che ha finora disciplinato i B&B, costringendoci a dare per colazione solo cibi confezionati. Potremo finalmente servire ai nostri ospiti, dopo 20 anni di prodotti da supermercato, prodotti freschi a colazione come croissant, pane fresco, marmellate e prodotti artigianali e biologici dei nostri territori, purché ne sia garantita la tracciabilità in tutela del consumatore finale. Non si possono ancora realizzare dolci o torte fatte in casa, ma a piccoli passi, siamo fiduciosi, riusciremo ad arrivare anche a questo risultato”.

Non ci saranno, come aggiunge la Simioni, i tanto temuti incrementi di costi per i gestori delle strutture, tantomeno adeguamenti strutturali da fare.

“Si sta facendo molta confusione su questo punto. Non si dovranno adeguare i locali perché la delibera non prevede nessun cambio di destinazione d’uso. Non si dovranno nemmeno spendere grosse cifre come erroneamente detto. I locali restano come sono – precisa – Tutti i gestori dovranno procedere all‘iscrizione alla Nias, peraltro già adottata negli anni passati in alcuni B&B abruzzesi. L’iscrizione ha un costo di poco più di 15 euro. Dovranno poi sostenere un piccolo corso base di 4 ore per la manipolazione dei cibi presso le Aziende sanitarie locali o presso le associazioni di categoria che rilasceranno nominalmente un patentino della durata di 3 anni con il quale si possono servire i prodotti. Il patentino ha invece un costo di 40 euro. I gestori dovranno infine sostenere una piccola spesa per il manuale un manuale di corretta prassi di lavoro per gli operatori dei B&B che stiamo producendo”.

Lo scorso luglio, l’associazione costa dei Trabocchi e della Majella e l’associazione provinciale Rive D’Abruzzo, oggi diventata di categoria regionale Abruzzobnb, avevano incontrato l’allora assessore regionale al Turismo Giorgio D’Ignazio per aprire un tavolo sul miglioramento dei servizi offerti dai B&B, chiedendo come prima cosa di poter iniziare a offrire ai clienti prodotti freschi a colazione, come puntualizza la Simioni: “Quando abbiamo parlato con l’assessore, ci ha fatto capire che la registrazione Nias era già stata decisa da tempo e sarebbe stata applicata a tutti. Un irrigidimento dovuto al fatto che in molte strutture, dopo varie visite dei Nas, è stato evidenziato che non si rispettano le regole”.

Al riguardo D’Ignazio ha incontrato nuovamente 90 operatori del settore nella biblioteca Delfico di Teramo qualche mese dopo.

“Auspichiamo di continuare il lavoro iniziato con D’Ignazio anche con il prossimo assessore per migliorare il rapporto e dare fiducia a questa nostra categoria che non è mai stata considerata – prosegue – Abbiamo formato l’associazione per avere una migliore rappresentatività a livello regionale e per cercare di aggiornare e migliorare la legge”.

Il prossimo 23 febbraio l’associazione si riunirà per il rinnovo del direttivo che eleggerà anche i referenti provinciali.

“Abruzzobnb nasce per dare beneficio, sostegno e visibilità a questa categoria, proponendo non solo la nostra presenza ai tavoli istituzionali, ma anche creando una rete tra le 1300 strutture esistenti in tutta la regione, dal mare all’entroterra e sostenendo il turismo esperienziale”, conclude la Simioni.

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