MUSEO DIFFUSO DEL PORTO, UNDICI TOTEM PER RIPERCORRERE L’IDENTITÀ MARINARA DI PESCARA
PESCARA – Undici totem disseminati tra i quartieri di Borgomarino sud e nord, i due polmoni della marineria pesarese, per ripercorrere l’identità di Pescara.
Il Flag Costa di Pescara, uno dei più piccoli d’Italia, grazie a un finanziamento ottenuto tramite la Regione Abruzzo dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (PO-FEAMP), ha creato il Museo Diffuso del Porto, nell’ambito dell’attuazione del progetto di valorizzazione e promozione della comunità della pesca locale. Le due banchine e i due rioni vengono collegati in un percorso storico culturale, “con l’obiettivo di promuovere una zona di particolare interesse per la comunità locale”, spiegano dal Flag.
La parte marinara di Pescara viene praticamente mappata e al suo interno undici totem, dotati di Qr code, posizionati in particolari punti strategici della città, creano un circuito permanente delle testimonianze identitarie della marineria pescarese.
“La tradizione, la storia, sono elementi essenziali per comprendere il presente e meglio programmare il futuro. La nostra città, che proprio mercoledì ha festeggiato i 97 anni dalla sua fondazione vive in simbiosi con il suo porto ed il suo fiume atteso che portano lo stesso nome – ha commentato il presidente del Flag Claudio Lattanzio – .In questa ottica il Flag Costa di Pescara ha finanziato la realizzazione ed il posizionamento di 11 totem che raccontano la storia della marineria pescarese creando un percorso ideale, tra borgo marino sud, il porto e borgo marino nord senza tralasciare l’aspetto innovativo. Ogni totem, infatti, ha una foto illustrativa della storia che racconta, una breve presentazione ed un QR code che permette di collegarsi alla sezione del nostro sito per un approfondimento”.

Nella zona sud i totem riguardano nell’ordine: Paranze, in piazza Rizzo, le imbarcazioni lunghe tra i 12 e 16 metri di cui si ripercorre la storia dal 1870 lungo la riva del fiume, quando si usciva per la battuta di pesca a coppie di imbarcazioni; Borgomarino sud sempre in piazza Rizzo, quando ancora il rione era diviso in due, sulla sponda del fiume e la valicella sulla riva del mare; Caduti del Mare in viale Andrea Doria il monumento dedicato ai marinai morti durante il lavoro; il mercato al minuto in piazza Unione e la scafetta, la parte del pescato che veniva distribuita all’equipaggio in ordine gerarchico e che madri e mogli rivendevano; e la cattedrale di San Cetteo con il Santo che viene festeggiato sia il 10 ottobre, ma anche la prima domenica di luglio con le barche adornate di fiori e festoni.
L’area nord prosegue con la Madonnina del Porto sul lungomare Matteotti che dagli anni ’50 protegge i marinai in mare; il retiere, anziano marinaio in pensione che ha il compito di costruire o riparare la rete, con l’hot spot al Museo del mare sul lungofiume Paolucci; Borgomarino nord sempre sul lungomare Matteotti, i cui primi insediamenti risalgono a subito dopo la guerra; Lu sbalzocche al mercato ittico del lungofiume Paolucci, la figura che al rientro delle barche, finito l’ormeggio, scarica il pescato e lo consegna al mercato ittico all’ingrosso per venderlo all’asta; le donne della Marineria, elemento cardine nelle famiglie dei pescatori, per l’economia domestica, l’educazione dei figli, ma anche per la vendita della scafetta e la preparazione del brodetto, pasto principale della giornata; infine la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, patrono dei pescatori, in piazza Sant’Andrea.
“L’idea – chiariscono dall’ente – è di recuperare, valorizzare e diffondere gli elementi materiali ed immateriali che compongono la cultura locale del mare, con lo scopo di valorizzare le tradizioni della cultura marinara, diffondere la consapevolezza del ruolo storico, sociale e culturale delle comunità di pescatori; e coinvolgere i pescatori e le loro famiglie come attori del processo di costruzione della comunità”.
Il museo è stato inaugurato ufficialmente stamattina con una cerimonia a cui hanno preso parte il sindaco Carlo Masci, il presidente del Flag Lattanzio, l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota, per la Regione Abruzzo il dirigente Francesco di Filippo, e in rappresentanza di Sib Confcommercio Riccardo Padovano.
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