NIKO ROMITO E IL CAMPUS SULL’ALIMENTAZIONE, LA FIGURACCIA DELLA REGIONE ABRUZZO


L’AQUILA – Il classico pasticcio della politica che espone l’Abruzzo a una figuraccia nazionale è andato in scena ieri in Consiglio regionale dove, nonostante dopo mesi di discussione interna alla maggioranza si fosse raggiunto un accordo tanto che la proposta in aula è arrivata con la firma di tutti i capigruppo, alla fine è saltata la seduta che avrebbe dovuto, tra le altre cose, stanziare un milione di euro per un progetto di un campus di ricerca e alta formazione dello chef Niko Romito, cui è già stata riconosciuta valenza di interesse pubblico dal Comune di Castel di Sangro (L’Aquila) dove dovrebbe sorgere e dalla Provincia dell’Aquila.

Un progetto ambizioso che prevede anche l’attivazione di master di I livello per 30 allievi e formazione specifica di 50 allievi l’anno, e la nascita di un percorso di studi che formerà una nuova figura professionale, il “manager della ristorazione collettiva”.

Incentrato sui temi dell’innovazione nella trasformazione alimentare, della responsabilità sociale e della salute attraverso la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di nuove metodologie e processi da applicarsi all’ambito nutrizionale collettivo per garantire un cibo più salubre, sostenibile e accessibile, il progetto che porta la firma del patron del Casadonna Reale di Castel di Sangro, “si pone l’obiettivo – si legge nella relazione alla proposta di legge – di implementare la ricerca scientifica basata su metodi già sperimentati in anni di studio e applicazione sul campo, anche attraverso la collaborazione con l’Università Sapienza di Roma-Dipartimento Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana, capaci di codificare nuove metodologie per la trasformazione del cibo così da renderlo più salubre, più sostenibile e più accessibile”.

“Il progetto si caratterizza per una visione fortemente sociale e rivolta al bene pubblico in termini di benessere collettivo, qualità della vita e risparmio della spesa pubblica in ambito sanitario e in altri contesti rilevanti (es. scuole, mense aziendali) per la salute delle persone. Potranno usufruire dei benefici di questa ricerca le amministrazioni pubbliche e private e, soprattutto, i singoli cittadini (pazienti, studenti, lavoratori, detenuti, etc.), destinatari finali. Il campus è a servizio del bene pubblico con l’obiettivo di condividere apertamente i nuovi metodi e protocolli di trasformazione del cibo che verranno certificati, così da proiettare verso l’alto l’offerta alimentare che le strutture di ristorazione collettiva offrono ai cittadini”, è scritto ancora nella relazione.

“Per le sue caratteristiche, è evidente l’unicità e la valenza strategica del progetto, del quale intende farsi promotrice la Regione Abruzzo; il metodo è infatti volto ad una ricerca sperimentale ed industriale che sarà trasferita nei luoghi di produzione di cibo collettivo e nelle fabbriche di trasformazione agroalimentare con l’introduzione di nuovi modelli e processi volti a innalzare il livello di salute delle persone creando un effetto di riduzione dei costi di spesa pubblica per un consumo di cibo salubre, circolare e sostenibile e contrario allo spreco alimentare”.

“Non secondario, il progetto comporta evidenti e duraturi riflessi occupazionali in un area interna del nostro territorio (l’Alto Sangro) con conseguente ripopolamento della stessa, anche attraverso la creazione di un indotto di nuove imprese, oltre alla stessa forza lavoro direttamente impegnata nel Campus (la stima è di 70/100 unità), attraendo capitali da parte di investitori, anche esteri, interessati a utilizzare i risultati della stessa che saranno diffusi attraverso piattaforme di e-Learning”, si legge ancora nella relazione.

“Abbiamo una personalità che non devo giudicare io, tra i primi cuochi al mondo, tre Stelle Michelin, responsabile del nuovo albergo a 7 stelle di Bulgari a Roma”, rileva a Virtù Quotidiane Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia e tra i registi dell’operazione, iniziata mesi fa quando era assessore allo Sviluppo economico. “Fa una iniziativa di altissimo livello, in cogestione con La Sapienza, presenta un progetto sull’alimentazione e sul suo studio a 360 gradi riferito ai self service nelle fabbriche, alle mense scolastiche, agli ospedali, dibattiamo tanto di prevenzione di cui l’alimentazione è la principale artefice, chiede la compartecipazione della Regione che ritiene importante il progetto, un progetto strategico di altissimo livello e intendiamo cofinanziarlo, è previsto in tutte le norme”.

Alla domanda se sia normale che il pubblico finanzi un’iniziativa privata senza bandi, Febbo risponde di “sì, se il progetto è strategico e coinvolge il pubblico”, ricordando come “sono previste convenzioni anche con le Asl, non è che il privato prende i soldi e se li mette in tasca! Avere la prima scuola al mondo di questo genere credo sia un vanto, abbiamo dibattuto molto se fare un bando o un affidamento diretto, ma fare un bando che sarebbe risultato troppo cucito sul profilo di Romito sarebbe stato criticabile, con la massima trasparenza abbiamo esaminato il progetto e abbiamo detto che vogliamo sostenerlo”.

Da quanto apprende Virtù Quotidiane la Lega, che con 5 consiglieri su 10 ha abbandonato i lavori facendo mancare il numero legale, non avrebbe digerito il fatto che il finanziamento, pur proveniente dal capitolo Formazione appannaggio dell’assessore salviniano Pietro Quaresimale, sarebbe stato “gestito” dal dipartimento Sviluppo economico, in mano ai forzisti.

A disertare il momento del voto sono stati Simona Cardinali, Antonio Di Gianvittorio, Emiliano Di Matteo, Manuele Marcovecchio e persino lo stesso D’Incecco, firmatario della proposta.

L’emendamento è stato presentato, nell’ambito di un debito fuori bilancio, con le firme del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Febbo, del capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, del presidente vicario del Consiglio Roberto Santangelo e dello stesso D’Incecco, con la condivisione dell’assessore al Bilancio, Guido Liris.

“Sono mesi che il governo regionale fa una riflessione su un investimento importante per il territorio, con risvolti di natura occupazionale e di marketing territoriale, con la guida di uno dei più grandi chef italiani – riconosce D’Incecco a Vq -. Ora si tratta di capire qual è la modalità e quale il metodo di cofinanziamento da parte della Regione. La mia firma sull’emendamento c’era rispetto a una modalità. Nell’immediato non riuscivamo ad avere una definizione certa del percorso e abbiamo preferito chiedere una sospensione per approfondire, con gli uffici quale metodo utilizzare per procedere”, sottolinea il capogruppo leghista.

“Non abbiamo nulla contro Niko Romito, né contro il suo progetto di una scuola di alta formazione, che rappresenterebbe un’eccellenza per tutta la regione, capace di attirare altre eccellenze sul territorio”, commenta a questo giornale Antonio Blasioli, del Pd. “Stiamo approvando un bilancio, che ha subito un taglio lineare di 45 milioni di euro. Vale a dire che su ogni macroaggregato è stato previsto un 8 per cento in meno. Ora le priorità dovrebbero essere altre: ci sono bar e ristoranti chiusi; 40 mila imprese hanno fatto domande per il ristoro e ne sono state finanziate tra le 3 e le 5 mila; i dipendenti Ciapi sono costretti a fare pignoramenti alla Regione per essere giustamente pagati. Eppure sul tavolo del Bilancio viene riservata una portata da 1 milione di euro per la scuola privata di Niko Romito, difficile da digerire”.

Peraltro, da quanto si apprende, il progetto sarebbe all’attenzione anche di Ministeri e altre alte istituzioni. Il rischio dunque è quello che, sostenuto ai massimi livelli, solo la Regione Abruzzo non lo faccia suo. (m.sig.-m.p.)

LA LETTERA APERTA DI RISPOSTA DI ROMITO

“Non voglio che l’idea del Campus, al quale desidero dedicare parte considerevole della seconda fase della mia vita di uomo e di imprenditore, venga sporcato al suo nascere da una disputa politica e dalle inevitabili polemiche di parte che già vedo innescate”.

È chiarissimo Niko Romito, all’indomani della figuraccia in Consiglio regionale.

In una lettera aperta (pubblicata integralmente qui) al presidente della Regione Marco Marsilio, al presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri e a tutti i consiglieri, Romito ricorda come “questo progetto ha certo bisogno di investimenti e di importanti partner per essere realizzato, oltre all’impegno del mio gruppo che ha la forza e la volontà di realizzarlo a prescindere dai sostegni pubblici. Il Consiglio regionale attraverso la scelta dai suoi componenti è libero di valutare l’opportunità o meno di affiancare il nome della Regione Abruzzo a questa iniziativa”.

Il governatore, dal canto suo, ha risposto auspicando che la politica accantoni la querelle e comprenda l’importanza del progetto.

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