NON È AFFATTO CHIARO CHE DA OGGI SI POSSANO COLTIVARE GLI ORTI


L’AQUILA – Nella serata del lunedi di Pasquetta il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza regionale numero 36, che consente “l’attività di manutenzione di aree pubbliche e private, compresi orti, vigneti e ortofrutticole in genere”.

Nel provvedimento Marsilio specifica che l’attività è consentita per “interventi urgenti”, anche finalizzati “alla manutenzione e alla prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo naturale”, sempre nel rispetto delle misure di contenimento del contagio da Covid 19.

La notizia è rimbalzata in poche ore su tutti i media di respiro regionale, compreso Virtù Quotidiane, e sulle pagine social di tanti in Abruzzo, compresi diversi sindaci di piccoli comuni. Se infatti nelle aree metropolitane del Paese l’autorizzazione a recarsi negli orti può investire un numero limitato di persone, nella provincia abruzzese e nelle zone più rurali si tratta di una decisione che riguarda l’hobby di migliaia di cittadini e cittadine.

Ma non è affatto pacifico che da oggi, 14 aprile, in Abruzzo si possa ricominciare a coltivare gli orti. L’ordinanza, infatti, non parla di coltivazione, ma di “attività di manutenzione” e di “interventi urgenti” anche finalizzati a manutenzione e prevenzione di danni.

Questa interpretazione dell’ordinanza viene assunta anche da forze dell’ordine che operano in vaste aree dell’Abruzzo interno, e che Vq ha interpellato a proposito, trovando conferme.

Inoltre a causa del lockdown tutti i tipi di attività hobbistica sono sospesi per Decreto in tutto il Paese, e una regione non può emettere ordinanze estensive di un decreto nazionale, ma al massimo restrittive, come già sta accadendo nel caso delle regioni più colpite dal coronavirus.

Posto che sia sempre stata consentita – fino all’ultimo decreto del 10 aprile – l’attività agricola lavorativa, resta da capire cosa intende la giunta regionale per “manutenzione” degli orti. Una dicitura piuttosto ambigua e forse volutamente inadeguata, perché se si fosse usata esplicitamente la parola coltivazione, si sarebbe aperto un conflitto con i decreti nazionali.

La formula poco chiara utilizzata dalla Regione viene confermata stamane da un comunicato dell’assessore all’agricoltura e vice presidente della giunta, il leghista Emanuele Imprudente, che titola la sua nota stampa con un eloquente Imprudente Lega: “Agricoltura, manutenzioni permesse”, guardandosi bene dall’affermare, nel testo del comunicato, che sia prevista la coltivazione hobbistica delle terre.

La questione non è da poco, perché da oggi migliaia di abruzzesi si recheranno presso i loro orti, con la possibilità di incorrere in interpretazioni restrittive dell’ordinanza da parte delle forze dell’ordine, e quindi con il rischio di prendere multe.

È probabile che con l’ordinanza di ieri la giunta regionale abbia ceduto alle comprensibili pressioni di chi vuole tornare a coltivare gli orti anche durante la quarantena, scrivendo però un provvedimento davvero troppo ambiguo, che lascia spazio a interpretazioni anche opposte tra loro ed espone al rischio di multe salate migliaia di abruzzesi.

Sulla vicenda, in mattinata il consigliere regionale di opposizione Pierpaolo Pietrucci ha chiesto chiarimenti urgenti al presidente Marsilio e al suo vice Imprudente.

Sarebbe auspicabile che, come accaduto nei giorni scorsi in Puglia, i sindaci chiedessero ai prefetti un chiarimento urgente in merito all’interpretazione dell’ordinanza, affinché si chiarisca definitivamente la questione.

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