PER IL BRINDISI DI NATALE GLI ITALIANI DANNO PRIORITÀ AL RISPARMIO


ROMA – L’anno 2020 si sta per chiudere per il vino italiano con il risultato economico peggiore degli ultimi 30 anni, dopo sei anni di grande crescita soprattutto per le bollicine made in Italy, diventate le più prodotte, le più esportate e le più consumate nel mondo.

Le prossime festività all’insegna del CinCinWebinar dove ognuno beve a casa propria la sua bottiglia davanti a schermate Skype e meeting Zoom o brindando con pochi bicchieri, in base al numero dei congiunti e conviventi, segnano una piccola ripresa che non potrà tuttavia far recuperare le mancate vendite per il lockdown globale imposto dalla pandemia.

Lo evidenzia Giampietro Comolli che anticipa all’Ansa il report economico che sarà pubblicato lunedì 14 in streaming su osservatorio.ovse.org.

Il sondaggio compiuto a cavallo delle feste dell’Immacolata (1.842 referenti) svela che gli italiani nel dicembre 2020 mettono per il brindisi al primo posto tutto quello che risulta essere “conveniente”, in una specie di gara fra il non rinunciare ma spendendo meno in ogni caso.

Chi per obbligo, chi anche per necessità.

“Purtroppo – sottolinea Comolli – i dati relativi alle spedizioni e distribuzione in Italia degli ultimi mesi di consegne (ottobre-novembre) sono i più bassi di sempre. Eppure sembra che la catastrofe che ha colpito altri grandi brand europei, non abbia o non stia affondando il consumo di bollicine italiane”.

Secondo l’indagine delle ultime ore di Ovse-Ceves, il canale online e grande distribuzione sono fortemente in crescita, in modo maggiore rispetto alla media degli altri mesi di quest’anno.

“Un boom di acquisti” verrebbe da dire se non avessimo alle spalle perdite medie in valore del 18% e crollo dei volumi di vini acquistati intorno al 20% in 11 mesi. Tenendo conto dei trend nei giorni di metà dicembre Ovse-Ceves stima un +9% in valore negli acquisti in Gdo e un +8% in volumi per le bollicine, un +3% rispetto ai mesi precedenti per i vini fermi.

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