REGIONE ABRUZZO PENSA A RISTORI BIS, MA I PRIMI DOVE SONO?


PESCARA – Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il consigliere Guerino Testa riceveranno domani il presidente del consorzio Qualità Abruzzo Sandro Ferretti, che raccoglie più di cinquanta tra ristoratori, pasticceri ed esercenti, e dell’associazione Aria Valerio Di Mattia, che nelle scorse settimane hanno lanciato un appello alle istituzioni regionali.

Lo ricorda in una nota lo stesso numero uno dell’assemblea annunciando come “dovremo intervenire con una nuova manovra finanziaria per individuare risorse a fondo perduto da destinare a chi opera nella ristorazione e ai lavoratori del mondo dello spettacolo”, ma c’è da rilevare come a dieci mesi dall’inizio dell’emergenza e a 8 dall’approvazione delle leggi regionali cosiddette Cura Abruzzo, ancora non vengono erogati i ristori promessi a maggio.

“Domani ascolteremo la voce dei ristoratori abruzzesi che, senza alcun dubbio, sono tra le categorie più pesantemente penalizzate dal lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19 – dicono Sospiri e Testa in nella nota – . Ma i passi da compiere nell’immediato sono già chiari, ovvero dobbiamo avere contezza puntuale dell’entità dei ristori annunciati dallo Stato e, se le risorse previste dovessero essere insufficienti, la Regione Abruzzo dovrà muoversi su due assi paralleli: da un lato dovremo aprire una battaglia su scala nazionale per pretendere il rifinanziamento del fondo; dall’altro lato dovremo intervenire con una nuova manovra finanziaria per individuare risorse a fondo perduto da destinare a chi opera nella ristorazione e ai lavoratori del mondo dello spettacolo. Ed è questa la posizione che porteremo al Tavolo d’incontro con le Associazioni di categoria”.

“La situazione è grave e non c’è alcun dubbio sul fatto che il comparto della ristorazione sia quello che esce con le ossa rotta dalla crisi economica generata dalla pandemia sanitaria – sottolineano il consigliere Testa e il presidente Sospiri -. Parliamo degli unici imprenditori che non hanno potuto lavorare veramente un solo giorno dall’esplosione della seconda ondata del Covid, e che hanno dovuto cercare di restare a galla semplicemente puntando sull’asporto o sulla consegna a domicilio. Ma è evidente che tale éscamotage non si adatta a ogni tipo di ristorazione, perché se la pizza da asporto è già una consuetudine nelle abitudini alimentari dei cittadini, non è pensabile portare a domicilio una cucina più ricercata, raffinata, gourmet, che è una delle frontiere e volano del turismo abruzzese, specie nei piccoli borghi dove si punta su una cucina più ricercata e specifica”.

“Parliamo di un mondo che va sostenuto perché l’Abruzzo non può permettersi di veder cancellata una fetta strategica della propria economia, in una regione che conta Istituti Alberghieri per l’alta formazione nel settore dell’accoglienza, della ricettività e della ristorazione, e che sforna talenti famosi in tutto il mondo, in un comparto che dà occupazione a centinaia di giovani, madri e padri di famiglia”.

“La Regione Abruzzo – aggiungono Sospiri e Testa – è pronta a fare, come sempre, la propria parte. Domani, venerdì 8 gennaio, partiremo ascoltando le Associazioni del comparto gastronomico, che sicuramente ci forniranno i dati più aggiornati inerenti la crisi del settore, numeri che sono importanti per capire l’entità del problema e valutarne l’esatta portata. Compito della Regione Abruzzo sarà ora innanzitutto ottenere rapidamente la contezza millesimale dei ristori che lo Stato ha esattamente stanziato per sostenere il settore”.

“Ma, se quei ristori dovessero profilarsi come insufficienti, apriremo innanzitutto una battaglia nazionale per difendere le ragioni dell’Abruzzo, chiedendo al governatore Marsilio di farsi capofila di tutte le altre regioni italiane di una protesta formale all’interno della Conferenza Stato-Regioni aprendo una vertenza con il Governo. Nel frattempo comunque dovremo individuare un nuovo blocco del Fondo perduto da destinare a ristoratori e lavoratori del mondo dello spettacolo”.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021