REWILDING ECONOMY, A PETTORANO SUL GIZIO UN SEMINARIO SULLE OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO NELLE AREE INTERNE


PETTORANO SUL GIZIO – La rewilding economy, ossia la conservazione su larga scala volta a ripristinare e proteggere i processi naturali e le aree naturali più selvagge, connettendole tra di loro, sbarca in Abruzzo e lo fa con un seminario in programma a Pettorano sul Gizio (L’Aquila), dove una serie di esperti illustreranno le opportunità offerte dalla progettazione di un’impresa basata sulla natura, nel contesto dell’Appennino centrale, spiegando come sviluppare relativi prodotti e servizi possa impattare l’ambiente.

Proprio nel borgo della montagna peligna è stata realizzata la prima Comunità a Misura d’Orso (Bear Smart Community) italiana nel 2015.

Il seminario, che si terrà dal 1° al 4 ottobre, è un’iniziativa di carattere nazionale e internazionale, sponsorizzato da Organic Basics e patrocinato da Rewilding Europe, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Comune di Pettorano sul Gizio, Riserva naturale regionale Monte Genzana Alto Gizio, Legambiente, Cooperativa Valleluna e Salviamo l’Orso.

L’idea dietro al seminario – informa una nota – è quella di offrire degli strumenti interdisciplinari per migliorare la connessione con l’ecosistema in cui operiamo, al fine di creare un’infrastruttura economica che possa supportare e beneficiare della biodiversità dei nostri territori. Alla fine del seminario, ogni partecipante potrà presentare e sviluppare il suo progetto con Rewilding Apennines ed esplorare le possibilità di supporto del Rewilding Europe Capital.

Se, da una parte, vogliamo creare una piattaforma utile per una nuova generazione di imprenditori che può lavorare insieme per rivitalizzare le economie delle aree rurali – spiegano gli organizzatori – dall’altra vogliamo anche offrire alle persone un’opportunità per venire in Abruzzo e trascorrere quattro giorni apprendendo l’approccio rewilding. Questo è il sentimento che ha ispirato Rewilding Apennines a organizzare questa iniziativa.

“Durante la pandemia volevamo esplorare nuove possibilità per promuovere le pratiche rewilding, il nostro obiettivo è quello di portare più persone in Abruzzo dal lato rewilding, e creare un’esperienza dinamica e positiva”, dice Mario Cipollone, guida del gruppo di Rewilding Apennines.

“Crediamo fortemente che, specialmente durante la pandemia, molti imprenditori abbiano cominciato a realizzare che il loro modello economico non è più a lungo sostenibile”, fa osservare Valerio Reale, funzionario d’impresa di Rewilding Apennines. “Mentre questo potrebbe non essere necessariamente vero in tutti i settori, si rivela di particolare interesse nel caso dell’ospitalità, del turismo, della ristorazione, dell’agricoltura e del piccolo artigianato. Appare mai come ora opportuno indirizzarsi verso un’economia sostenibile più diversificata, in grado di ridurre le esternalità sull’ambiente e aumentare il proprio livello di resilienza. La diversificazione, nuove forme di cooperazione e un approccio più attento alle risorse sembrano essere dei punti chiave”.

Chiaramente la pandemia ha solamente enfatizzato uno scenario che non sembrava promettente: le aree rurali sono interessate da un numero di sfide sociali, come l’avanzato processo di spopolamento, oltre che la perdita di biodiversità culturale e ambientale.

Tuttavia, c’è una speranza: esiste una piccola ma crescente comunità di persone – specialmente nei loro trenta – che stanno ritornando a vivere nelle aree rurali o vogliano spostarsi fuori dagli agglomerati urbani, in cerca di una migliore qualità di vita. Alcuni lavorano la terra, altri operano nel settore turistico e altri lavorano ora da casa, un’abitudine che cambierà il nostro modo di affrontare la vita nel futuro.

La nostra ambizione – conclude la nota – è quella di offrire a queste persone un’alternativa, al fine di creare nuove economie basate sulla natura, che possano non solo generare nuovi profitti ma anche contribuire a fronteggiare le sfide ambientali e sociali che noi oggi affrontiamo in Appennino centrale.

 

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