RIAPRE IN CENTRO A L’AQUILA MAZZITTI, “NUOVO NEGOZIO TRA TECNOLOGIA E MADE IN ITALY”
L’AQUILA – Torna in centro all’Aquila un’altra attività storica, a dieci anni dal sisma del 2009: riaprirà infatti il 30 maggio su Corso Federico II a Palazzo Manieri, con un’inaugurazione alla quale potrà partecipare la cittadinanza, Mazzitti, le cui scarpe sono state indossate da generazioni di aquilani.
“Finalmente rientriamo lì dove siamo nati”, dice commosso a Virtù Quotidiane Christian Ceddia, amministratore dell’attività nata nel 1938 da un’idea del nonno Giovanni.

Il negozio fino al terremoto del 6 aprile si trovava sotto i portici adiacenti alla sede della Banca d’Italia, sempre su Corso Federico II dove oggi ci sono gli uffici della Prefettura, a seguito del sisma il negozio è stato delocalizzato all’interno della galleria commerciale Vicentini.
“Gli anni post-sisma sono stati difficili – ammette Ceddia – , ma comunque abbiamo fatto il possibile per cercare di mantenere alta la nostra professionalità, costante è stata la ricerca di prodotti ovviamente prodotti in Italia, che fossero qualitativamente alti, ma più adeguati al mercato odierno”.
Un negozio nuovo che porta avanti la storicità del nome Mazzitti ma con un assetto societario completamente nuovo: “Ci sarà una bella novità fatta da una componente tecnologica. Tramite l’utilizzo di un touch screen il cliente potrà visionare il catalogo del negozio con tutti i vari prodotti e la loro storia”.
Christian è cresciuto nell’azienda ma ha portato queste innovazioni dopo anni di studi di settore fatti anche fuori, all’estero: “Soprattutto a Londra, dove lavoravo per Acquascutum e lì sono venuto a contatto con realtà imprenditoriali importanti e di livello”, ricorda.
Il suo lavoro lo ha portato anche a far parte del Consiglio nazionale di Federcalzature, “un’esperienza importante – afferma – in un ambiente che è stato di grande ispirazione e formazione per il nostro lavoro e nello specifico per il settore di cui mi occupo da sempre”.
Non ci saranno solo scarpe nel ritrovato Mazzitti, ma anche borse, abbigliamento e accessori: “Abbiamo puntato alla qualità, con varie fasce di prezzo, quindi ci sarà il prodotto accessibile e anche quello di nicchia per andare incontro a una clientela variegata ed esigente”, spiega.
Da Santoni a Orciani, Cuoieria Fiorentina, Giancarlo Paoli, Voile Blanche, Berwick 1707, tutti marchi molto noti e apprezzati dalle donne “fashion”, “tutto rigorosamente made in Italy, perché nel nostro paese c’è un’eccellenza nel settore spesso sottovalutata e noi non vogliamo che questo sia dimenticato”.
“Così tante scarpe e solo due piedi”, diceva Sarah Jessica Parker nel fortunato film americano Sex and the city. Da sempre, è noto come le scarpe siano il “feticcio” più importante per una donna e da tempo anche per gli uomini, sempre più attenti ed esperti di tendenza.
Gli acquisti online? Nessun timore per Ceddia: “Certo – ammette – è un settore sempre più crescente che toglie qualcosa ai negozi fisici anche se non è difficile ‘aggirare’ il problema: noi abbiamo deciso che la nostra strategia è scegliere solo prodotti di qualità e che difficilmente si possono comprare su Internet anche per via del costo”.
“Importante è anche l’approccio con il cliente, l’accoglienza ma non solo,l’esperienza, la preparazione e la professionalità, sono tutte chiavi per il successo, Inoltre il negozio fisico, specie su un acquisto di lusso, assicura garanzie piene che online ancora non ci sono”.
E con questi presupposti non ha “timori” di tornare in centro, nonostante le recenti polemiche dei vari commercianti che hanno lamentato poca attenzione anche da parte delle istituzioni.
“Si spera che questo sia l’anno zero della ripresa economica, perché la città lo merita. La ricostruzione è una macchina che va, quello che manca adesso all’Aquila è una reale ripresa economica seria e concertata a tavolino da istituzioni e rappresentanti del settore commerciale, affinché i nostri giovani non scelgano di andare a studiare fuori ma possano vedere il loro territorio come un posto interessante dove restare. Un luogo attrattore anche per eventuali investitori da fuori, tutte cose che per ora non avvengono”.
“Noi ci siamo, siamo tornati come molti altri e speriamo che sia l’ennesimo spiraglio anche di incoraggiamento non solo per i colleghi ma anche e soprattutto per la cittadinanza. Confidiamo soprattutto che le istituzioni ci siano vicine perché devono aiutarci a rinascere. La città deve tornare a vivere in ogni sfaccettatura, non bastano i negozi ma ci vuole un lavoro di squadra a 360 gradi”, conclude. (red.)
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