SCUOLA PRIMARIA DI POGGIO PICENZE, LA PRESIDE DE CECCHIS CONTRO LO SPOPOLAMENTO DEI PICCOLI COMUNI


POGGIO PICENZE – Arginare il fenomeno dello spopolamento scolastico nel  comune di Poggio Picenze (L’Aquila).

È l’obiettivo di Alessandra De Cecchis, dirigente dell’Istituto comprensivo “Navelli” che, tra i vari plessi sparsi nella zona est del comprensorio aquilano, include anche la scuola dell’infanzia e la primaria del piccolo centro.

Da anni c’è infatti un costante movimento in atto: lo svuotamento dei piccoli comuni, soprattutto montani e a vocazione agricola.

E allora gli uffici spostano le proprie sedi, il trasporto pubblico diventa problematico se non inesistente e le scuole chiudono per mancanza di bambini.

A presidiare il territorio rimangono solo gli anziani, con il risultato che tradizioni e identità locali vanno man mano perdendosi con la conseguente morte culturale dei luoghi.

Un fenomeno, quello dello spopolamento, che accompagnato dall’invecchiamento della popolazione, interessa larghe sacche montane della regione, penalizzate o da isolamento o da gravi calamità naturali, quali i danni causati dal terremoto.

E gli sforzi delle amministrazioni comunali non bastano da soli per tenersi stretti gli abitanti, soprattutto i più giovani.

Ecco quindi che entrano in gioco forze diverse che, improntate su nuove modalità di collaborazione tra istituzioni locali e scuole, danno vita a progetti pedagogici in grado di coinvolgere attivamente i bambini e le loro famiglie, con l’obiettivo di fornire un’offerta variegata, in linea con le evoluzioni culturali del momento e in grado di fare la differenza quanto a formazione e istruzione dei più piccoli.

In particolare, l’Istituto comprensivo diretto dalla professoressa De Cecchis insiste con i suoi plessi su 5 comuni: Navelli, San Pio delle Camere, Capestrano, Barisciano e, appunto, Poggio Picenze. Cinque comuni con cui cooperare dal punto di vista della gestione dei trasporti, dalla mensa e dei servizi in genere.

E come lo stesso dirigente scolastico spiega parlando di quello di Poggio Picenze, “la scuola intrattiene fattivi rapporti di collaborazione non solo con l’amministrazione comunale, ma anche con la Comunità montana e le associazioni presenti sul  territorio, proprio al fine di favorire l’arricchimento del percorso formativo degli alunni”.

Un percorso formativo in continua evoluzione, quindi, che fa perno essenzialmente su un approccio metodologico volto ad operare sul campo in modo incisivo, consapevole e documentabile, previo parere delle insegnanti, intese come primo punto di riferimento degli studenti e il cui lavoro viene, proprio per questo, costantemente valorizzato attraverso un’organizzazione che ne  garantisca  il coinvolgimento attivo su più fronti e l’efficacia sul rendimento del singolo studente o sulle diverse modalità di apprendimento, proprio al fine di evidenziare “i differenti percorsi di costruzione del sapere”.

“Si tratta – spiega il dirigente scolastico a Virtù Quotidiane – di un approccio modulare che, nella stesura dell’orario delle attività didattiche,  tiene conto di un’articolazione equilibrata delle discipline nell’arco del tempo scuola, evitando la preponderanza di alcune a scapito di altre e garantendo ad ognuna un’alternanza tra prime ed ultime ore della giornata scolastica”.

Sarà anche grazie ai risultati di questo tipo di approccio che, negli ultimi anni, il plesso di Poggio può vantare ottimi risultati nelle prove Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo) e, al contempo, annoverare tra le diverse iniziative, anche la realizzazione di vari moduli di progetti Pon approvati e finanziati dall’Unione europea.

“Tale approccio – aggiunge inoltre la De Cecchis – si basa su elementi imprescindibili che vanno dalle semplici progettazione, organizzazione e valorizzazione degli spazi e dei materiali, alla valorizzazione della vita di relazione degli alunni e dell’aspetto ludico, affettivo ed emozionale dell’insegnamento in quanto tale”.

Una progettazione quindi aperta e flessibile che, se da un lato enfatizza costantemente  ricerca, azione e esplorazione autonoma , anche attraverso il dialogo e il continuo confronto dei diversi punti di vista, proprio al fine di sviluppare socializzazione e comportamenti etici e civili da parte di futuri cittadini attivi e responsabili, dall’altro è improntata sul lavoro di gruppo e su tutte quelle attività laboratoriali che rendano possibile il potenziamento di una tipologia di insegnamento, e quindi di apprendimento, cooperativi, che si esplichino attraverso una didattica per competenze, basata sulla progettazione e sulla realizzazione di compiti autentici e che attribuiscano importanza al territorio.

Un territorio, come precisa lo stesso dirigente scolastico, inteso come “custode delle memoria collettiva e che le future generazioni sono chiamate a proteggere e a tramandare”.

“Il tempo scuola è di 28 ore settimanali – aggiunge – con un rientro pomeridiano nel giorno di giovedì. Grazie ai fondi Opcm, viene inoltre attivato un secondo rientro pomeridiano, da concordare con gli esperti esterni che realizzano una serie di progetti ad alto standard formativo. Vengono inoltre promosse tutte le iniziative volte ad aprire l’alunno verso l’esterno, il territorio, la scuola stessa”.

In quest’ottica diviene d’importanza fondamentale il rapporto con le famiglie che, sempre secondo la De Cecchis, acquisiscono la funzione di “interlocutrici privilegiate e si impegnano con la scuola stessa nel contribuire ad uno sviluppo armonico di ogni bambino”.

“Nello specifico – spiega – l’offerta del plesso si arricchisce di una serie di attività progettuali di vario genere, quali quelle dedicate al potenziamento della pratica musicale per gli alunni della primaria o il progetto Opcm, che consta di attività di teatro e arte in orario extracurricolare, rivolto a tutte le classi e con la presenza di esperti esterni altamente qualificati”.

Ma non solo. Tra le iniziative intese come crocevia tra le aspirazioni del singolo studente e la realizzazione di alti standard di insegnamento, figurano anche quelle dedicate al potenziamento linguistico. Tra questi, una Scuola Internazionale,  progetto di eccellenza per l’insegnamento bilingue, con docente madrelingua inglese che, anche nel corso di quest’anno scolastico coinvolgerà l’intero Istituto comprensivo “Navelli” , dalla primaria alla secondaria di primo grado, i diversi “ProgetAttività di Clil-Content and Language Integrated Learning”, per l’apprendimento integrato di contenuti di storia, scienze e geografia, veicolati in in inglese e “Storytelling”, per imparare a raccontare, sempre in lingua inglese,  semplici storie, con il solo supporto delle immagini.

Dedicati all’ecologia sono invece  “Conosci gli alieni”, iniziativa dedicata all’educazione ambientale e organizzata in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e Corpo forestale dello Stato, per gli alunni della classe quinta e “#Io sono ambiente”, che coinvolge i ragazzi di tutte le età e che, a detta di Alessandra De Cecchis “ha come obiettivo quello di sviluppare maggiore sensibilità nell’applicare le regole delle 4R: riduci, riutilizza, ricicla, recupera, nonché a promuovere azioni di sensibilizzazione sull’importanza di ridurre l’inquinamento dalla plastica”.

“A tutti questi progetti – continua la preside – si aggiungono poi ‘Aree a Rischio’, pensato per tutti quegli studenti che necessitano di un percorso di recupero o di un consolidamento degli apprendimenti e ‘Continuità verticale’, rivolto alle alunne e agli alunni delle classi prima e quinta, rispettivamente coinvolti in attività con i bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia e con gli alunni del primo anno della scuola secondaria di primo grado, che mira a supportare il bambino nell’approccio alle nuove scuole, mettendolo in contatto  con gli ambienti fisici, con gli insegnanti e con i nuovi metodi di lavoro che andrà ad affrontare”.

Una formazione differenziata e a tutto tondo quindi che, grazie agli alti standard di insegnamento, assicurati dall’organizzazione didattica e a tutta una serie di attività extracurriculari particolareggiate e a misura di studente, ha l’obiettivo di formare ragazzi consapevoli e ben inseriti negli ambienti in cui vivono, studiano e operano attivamente.

Senza contare la posizione della scuola, a pochi chilometri dal capoluogo, facilmente raggiungibile dai paesi limitrofi e dove, tra le altre cose, poter imparare in tutta tranquillità, nonostante la serie di rischi sismici che caratterizzano il territorio. Perché che studiare sia un diritto è ormai assodato, ma che lo si possa fare in un ambiente realmente fruibile e dotato delle misure di sicurezza necessarie all’espletamento delle funzioni didattiche è spesso dato per scontato.

“L’edificio scolastico è di recente costruzione – precisa la dirigente scolastica – ed è stato inoltre realizzato ponendo particolare attenzione alle più recenti normative antisismiche”.

In particolare, la struttura si sviluppa su un piano, è caratterizzata da un atrio centrale e da cinque aule, una per ogni classe, tutte dotate di lim e di collegamento a Internet.

Un motivo in più per iscrivere i propri figlio visto che, con i tempi che corrono, la tecnologia sta prendendo piede sempre più rapidamente, “modificando la velocità e i metodi di apprendimento dei più giovani anche all’interno dell’ambiente scolastico”.

“In realtà – dice ancora la De Cecchis –,  l’edificio consta anche di un laboratorio di informatica, con 15 computer e una lim mobile, un’aula-laboratorio, uno spazio per custodia materiale e uno per fotocopiatrice e servizio fax”.

A tutti questi comfort si vanno ad aggiungere, una sala mensa interna all’edificio e un ampio giardino esterno utilizzabile per i momenti dedicati al riposo e allo svago.

“Nell’area adiacente alla scuola – conclude la preside – si sviluppa anche ampia  area verde attrezzata, con un campo sportivo al suo interno, mentre la palestra comunale, anch’essa antisismica, si trova a pochi metri ed è accessibile in sicurezza per l’espletamento di tutte le attività motorie e sportive”.