TEMPERA, IL COMUNE DIFENDE GLI INTERVENTI ALLA RISERVA DEL FIUME VERA


L’AQUILA – “Nessuno scempio” alla Riserva naturale del Fiume Vera. Lo assicura il neo assessore comunale all’Ambiente Fabrizio Taranta, dopo che le contestazioni della comunità locale che da mesi ha ingaggiato un braccio di ferro col  Comune sui progetti per l’area, che prevedono l’insediamento di un centro visite e la riqualificazione dell’antica cartiera dentro la riserva stessa, come Virtù Quotidiane ha ampiamente documentato in occasione di una manifestazione di protesta inscenata lo scorso novembre.

“Gli interventi di messa in sicurezza dell’area sono stati concordati e illustrati anche ai comitati cittadini della frazione di Tempera. I lavori procedono sotto l’attenta sorveglianza di agronomi e di altro personale qualificato dell’amministrazione comunale”, afferma Taranta.

“I cartelli di divieto e le delimitazioni delle aree di cantiere fanno parte degli obblighi che le imprese devono porre in atto al fine della salvaguardia dell’incolumità durante le fasi operative delle lavorazioni sia verso i propri dipendenti che verso terzi – spiega l’assessore – ; le lavorazioni appaltate dal Comune dell’Aquila fanno riferimento alla gestione delle piante ripariali del demanio idrico del Fiume Vera e al recupero dell’antica centrale idroelettrica (erroneamente riportato dalla stampa locale come ‘cartiera’; in data 10 dicembre 2018 il presidente della II Commissione consiliare (Territorio) ha disposto un sopralluogo congiunto con l’allora assessore, il dirigente e i funzionari del Settore Ambiente, insieme al Comitato di Gestione della Riserva del Fiume Vera e alcuni cittadini del comitato spontaneo della frazione di Tempera. In quella occasione è stata illustrata a tutti la tipologia degli interventi da cantierare ovvero: abbattimento di n. 10 piante morte, seccaginose, deperienti e senescenti con elevata propensione al cedimento; potatura ordinaria di piante di alto fusto con tagli di contenimento di chiome e tagli di ritorno su rami e branche”.

“Per lo stato di estrema necessità dei luoghi, gli interventi sulle piante arboree hanno avuto la finalità della riduzione del pericolo di cedimenti di alberi o loro parti (già occorsi nel 2016 e nel 2017). È noto a tutti infatti che la Riserva è un luogo dove la tutela ambientale deve essere obbligatoriamente coniugata con la sicurezza pubblica vista la elevata frequentazione da parte dei cittadini”, continua l’assessore.

“Si fa presente che tali interventi, prioritariamente autorizzati dalla Regione Abruzzo, sono stati sollecitati con verbale del Comando dei Carabinieri Forestali e successivamente validati da controlli tecnici sia visivi che strumentali di approfondimento”.

“È stato illustrato inoltre l’intervento sul fabbricato della ex centrale idroelettrica. Esso è finalizzato al recupero architettonico, statico e funzionale. Al termine della visita e dell’attività di controllo eseguita da parte della II Commissione consiliare, agli intervenuti sono stati chiariti i dubbi e le perplessità formulate in quella sede”.

“Tant’è – aggiunge Taranta – che i lavori del fabbricato sono proseguiti secondo il programma fissato e sono stati messi in atto gli interventi di gestione delle piante adulte, illustrate nella medesima sede. Si fa presente che l’avvio dei lavori di abbattimento di piante e di tagli di potature sono stati comunicati alla popolazione anche con avvisi pubblici affissi in prossimità del cantiere e nei luoghi di maggiore frequentazione da parte della popolazione”.

“Si precisa inoltre che i lavori hanno riguardato solo l’asta fluviale e non la zona delle sorgenti, come erroneamente riportato nell’articolo in oggetto. Le evidenze dei tagli di potatura e di abbattimento suffragano senza ombra di dubbio le localizzazioni di tali interventi. Con riguardo al materiale lapideo facente parte dei timpani del fabbricato, temporaneamente rimossi – fa notare l’assessore – essi verranno ricollocati in sede. In ogni caso anche il materiale lapideo posizionato a ridosso della ex centrale è stato messo in opera al fine di non distruggere lo strato di suolo col passaggio dei mezzi di cantiere”.

“Tale strato verrà rimosso al termine dei lavori. Infine – conclude Taranta – si fa presente che l’attività di cantiere non è ancora conclusa e pertanto le ditte appaltatrici si faranno carico dei ripristini e delle sistemazioni consoni alla realtà di una Riserva naturale ordinariamente gestita”.

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