TERZO MESE SENZA REDDITO PER I DIPENDENTI DELLA RISTORAZIONE IN ABRUZZO


L’AQUILA – Terzo mese a reddito zero per migliaia di dipendenti del settore Horeca in Abruzzo, dopo che le ultime indennità di Cassa integrazione in deroga erogate sono state quelle – nel migliore dei casi – riferite alla mensilità di dicembre. Anche se ci sono casi in cui lavoratori di pubblici esercizi chiusi ormai da mesi non percepiscono la cassa addirittura da ottobre.

Un danno per centinaia di famiglie, molte delle quali vivevano di quel solo reddito, al quale si sta aggiungendo la beffa del clamoroso ritardo sull’autorizzazione, da parte dell’Inps, della nuova tranche di Cig in deroga: le 12 settimane previste dalla legge di bilancio che sono scattate il primo gennaio.

In buona sostanza, le richieste di nuove ore di cassa presentate all’Inps in Abruzzo nei primi giorni dell’anno, ancora non vengono istruite e autorizzate. Da quanto si è riuscito ad apprendere, considerando che le bocche dell’Inps sono cucitissime, la mole di pratiche ha mandato in tilt gli uffici.

I pubblici esercizi, tra bar e ristoranti, in Abruzzo sono circa 10mila, non esistono dati su quanti di essi siano effettivamente chiusi, di certo anche quelli che in questi mesi hanno proseguito l’attività con i servizi di asporto e domicilio hanno registrato pesanti perdite.

Non va meglio sul fronte ristori per i titolari delle imprese: nonostante il Parlamento avesse approvato il necessario scostamento di bilancio e il governo avesse il decreto pronto, la crisi che ha portato al cambio di esecutivo ha bloccato tutto e le ultime erogazioni risalgono a Natale. Da settimane ormai viene annunciato come imminente il via libera al primo decreto economico del governo Draghi, che però ancora non vede la luce.

Da ultimo, proprio perché non se ne vede neanche l’ombra a un anno di distanza, i ristori della Regione Abruzzo, annunciati a maggio 2020 e previsti dalle leggi Cura Abruzzo 1 e 2.

Ad oggi, in base ai dati degli uffici regionali e del sistema informativo contabile dell’ente, sono stati emessi mandati di pagamento per soli 11 milioni e 759mila euro, a fronte di istanze ammesse a contributo che ammontano a 23 milioni e 233mila euro.

La dotazione finanziaria ammonta a 57,27 milioni di euro e le istanze presentate sono 40.700. Appena la metà (20.204) sono quelle valutate.

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