Cronaca 09 Feb 2024 12:41

Turismo delle radici, con il portale Italea gli itinerari sono a portata di click

Turismo delle radici, con il portale Italea gli itinerari sono a portata di click

L’AQUILA –  Si chiama “Italea” ed è un portale volto alla valorizzazione del turismo destagionalizzato, sostenibile e diffuso e che coinvolge molti piccoli comuni italiani, soprattutto nei luoghi interni del Paese. Un progetto ambizioso e articolato che vuole superare “il turismo fai da te” per dare maggiore consistenza a itinerari organizzati che forniscano al visitatore la bussola per non disorientarsi e anzi ritrovare le proprie radici e identità. Nella piattaforma confluiranno tutte le offerte studiate ad hoc, con 20 mini siti regionali.

Nell’anno dedicato alla riscoperta del turismo delle radici, il progetto è stato al centro dell’incontro “Il patrimonio culturale in Abruzzo e i viaggiatori di ritorno. Radici e identità”, organizzato dalla Fondazione Carispaq, presieduta da Domenico Taglieri, e dall’associazione Dimore Storiche Italiane sezione Abruzzo di cui è delegato Giovanni Ciarrocca, e che si è svolto ieri all’Aquila.

La conferenza è stata l’occasione per la presentazione del libro Dimore storiche in Abruzzo, edito da Carsa Edizioni, che attraverso immagini e racconti raccoglie parte del patrimonio della città de L’Aquila, ricca di arte e architettura e che mira a veicolare l’identità del territorio anche fuori dal confine italiano. Il volume può dare la possibilità, a chi da tempo è emigrato, di conoscere cosa c’è in città e cosa ci si può aspettare. Solitamente al turismo delle radici si associa la voglia di chi, lontano dal proprio paese d’origine, sogna un ritorno e una riscoperta di ciò di cui custodisce solo frammenti di ricordi di una memoria orale. Chi viene da fuori vorrebbe dunque accoglienza, anche semplice in case vissute e da vivere, autenticità e non ricettività.

“Sono convinto che le dimore storiche possano proporre ai viaggiatori di ritorno itinerari di viaggio affascinanti, offrendo il vero tessuto di esperienza e conoscenza, tracciando quella rete pulsante che nei secoli ha disegnato il volto di città e borghi oltre che del paesaggio che in Abruzzo ha diversità enormi: dall’alta montagna aquilana alla Riviera Adriatica. Questa regione può rappresentare il modello da cui far partire l’anno del “Passaporto delle radici”, in un rapporto virtuoso pubblico – privato”, ha detto il segretario generale e referente per l’Abruzzo di Adsi Giovanni Ciarrocca.

Il turismo delle radici, per riscoprire la terra d’origine, le tradizioni, degustare la cucina, è al centro delle strategie del governo illustrate dal direttore generale per gli italiani all’estero e per le politiche migratorie del Ministero degli affari economici e cooperazione internazionale, Luigi Maria Vignali. L’iniziativa è inserita nel quadro del Pnrr, che coinvolge cinque ministeri e circa 800 comuni italiani oltre alle organizzazioni del settore. Si tratta di un intervento volto a promuovere l’interesse degli ottanta milioni di italiani nel mondo e dei loro discendenti con un progetto che, valorizzando itinerari turistici meno noti, rivolge particolare attenzione ai più giovani che possono così scoprire i luoghi di origine delle loro famiglie.

Tra i punti su cui c’è bisogno di lavorare sicuramente c’è la necessità di preparare questi territori, perché siano pronti sia a livello logistico che  mentale, non vedendo più chi viene da fuori – come ha sottolineato il vicesindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele – come il forestiero, bensì accogliendolo come un parente tornato da molto lontano.

“Il turismo delle radici è un segmento importante che può diventare non solo volano di crescita ma recupero di identità e storia”, ha evidenziato il presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri. “Non a caso il Presidente Mattarella, nell’intervento fatto durante la cerimonia d’inaugurazione di Pesaro Capitale della Cultura 2024, ha parlato di radici indicando ‘il grande valore antico e robusto che hanno, in ciascuno, i nostri luoghi e i nostri centri’”.

Hanno partecipato al convegno anche il docente di Storia dell’architettura dell’Università degli studi dell’Aquila Andrew James Hopkins, il rettore dell’Univaq Edoardo Alesse, la giornalista direttrice I-Italy Network Letizia Airos Soria, il presidente della Confederazione associazioni abruzzesi in Canada Angelo Di Ianni, il direttore di Federculture Umberto Croppi. A moderare l’incontro è stato il giornalista corrispondente stampa italiana all’estero Goffredo Palmerini. Annachiara Valente


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