Cantine e vini Vinitaly 2026 02 Apr 2026 17:00

Fattoria Nicodemi verso nuovi mercati e nuovi consumatori, ma senza snaturare l’identità

Elena Nicodemi Vinitaly

VERONA – Puntare ai nuovi mercati che potrebbero aprirsi con l’accordo Mercosur e ai consumatori che oggi chiedono qualità, sostenibilità e vini di più facile beva, e farlo restando ancorati alla propria identità. È con questo spirito che Fattoria Nicodemi, l’azienda vinicola di Notaresco (Teramo) arriva al Vinitaly 2026.

“Il profilo del consumatore sta cambiando, ma un’azienda vinicola non può e non deve cambiare di conseguenza. La nostra proposta incontra già la nuova tipologia di consumatore, attento alle novità, alla sostenibilità e alla qualità”, analizza la produttrice Elena Nicodemi (nella foto in una precedente edizione del Vinitaly), dal 2000 insieme al fratello Alessandro, al timone dell’azienda fondata nel 1970 dal padre Bruno, che ha trasformato la fattoria di proprietà di famiglia, portata in dote da sua madre, in azienda vinicola.

200 mila bottiglie all’anno, Nicodemi produce solo con uve autoctone di Montepulciano e Trebbiano, declinate nelle denominazioni Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg e Trebbiano d’Abruzzo Doc. L’agricoltura è biologica e la cantina è completamente alimentata da pannelli solari.

Tutti fattori, secondo Nicodemi, “che oggi fanno la differenza per il consumatore. I nostri prodotti inoltre esprimono pienamente il territorio, il vitigno e sono il risultato di pochissimi interventi, ponderati, in cantina. Principe di questa filosofia è la linea Cocciopesto, con il Montepulciano e il Trebbiano affinati in grandi giare realizzate con un impasto a crudo composto di cocci di laterizi macinati, frammenti lapidei, sabbia, legante e acqua che viene asciugato al naturale per almeno 30 giorni. Una miscela che nell’antica Roma era utilizzata per rivestire gli acquedotti. Il materiale”, spiega la produttrice “mostra una notevole microporosità che porta a esaltare, nella vinificazione e nel processo di affinamento, le qualità organolettiche, arricchendo e amplificando l’aroma del vino”.

foto Donatella Mancini

Risponde pienamente al mercato anche il Cerasuolo d’Abruzzo prodotto in casa Nicodemi in due versioni, nella linea Le Murate e nella linea Notàri.

“Siamo un’azienda che ha puntato molto sulla tradizione di questo vino, a cominciare dalla struttura e dal colore molto intenso. Abbiamo mantenuto una linea di autenticità e vorremmo che il Cerasuolo che è un vino identitario della regione, venisse fuori come un vino al di fuori della categoria del rosato. Il Cerasuolo è il Cerasuolo e potrebbe essere davvero la carta vincente per i vini dell’Abruzzo. Oggi il consumatore cerca vini diversi dal Montepulciano che non si può snaturare e il Cerasuolo può essere quel vino che ha al tempo stesso struttura e freschezza”.

La vetrina per raccontare questa filosofia sarà la prossima edizione del Vinitaly, dal 12 al 15 aprile a Verona. Una fiera che rappresenta da sempre l’opportunità per rinsaldare vecchi mercati, ma trovarne anche di nuovi. “Oggi i mercati tradizionali, ovvero gli europei, sono anche quelli più saturi, ecco perché stiamo guardando con attenzione alla zona dell’America Latina, che con il Mercosur può generare buone prospettive”, evidenzia. “Nello specifico stiamo aprendo vari contatti con il Brasile che è un mercato già sperimentato e per certi versi maturo. Anche qui, se fino a qualche anno fa, l’attenzione era più alta sui vini rossi, oggi c’è grande apprezzamento per i bianchi e i rosati e quindi ci sono più carte da giocare”.

 

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