ULTRAMARATONA DEL GRAN SASSO, 400 CORRIDORI TRA BORGHI E PAESAGGI MOZZAFIATO


L’AQUILA – Più di quattrocento corridori non professionisti solcheranno le strade del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga lungo un percorso di cinquanta chilometri che si snoda tra i borghi più belli dell’Abruzzo interno e tra panorami mozzafiato.

È l’Ultramaratona del Gran Sasso, giunta alla sua nona edizione in programma domenica prossima, 29 luglio, con partenza alle 8,30 da Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila).

Si attraverseranno Calascio, Castel del Monte, Valico Capo la Serra, Fonte Vetica, la piana di Campo Imperatore, lago Racollo.

Inserita nel calendario nazionale Gran Prix Iuta 2018, la manifestazione è campionato regionale 50 km su strada Uisp (Unione italiana sport per tutti) e fa parte del circuito Corrilabruzzo Uisp.

L’organizzazione della gara è affidata alla Asd Marathon Club Manoppello Sogeda in collaborazione con la Uisp, con il patrocinio dei Comuni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte e il Parco.

L’evento ha fatto registrare negli anni un crescendo di partecipanti, dai 144 del 2015, passando per i 262 del 2016, fino ai 359 dello scorso anno.

L’Ultramaratona è stata presentata stamattina nella sede della Giunta regionale dell’Abruzzo, a palazzo Silone all’Aquila, da Enzo Imbastaro, presidente Coni Abruzzo, Fabio Santavicca, sindaco di Santo Stefano di Sessanio, Tommaso Navarra, presidente del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, Franco Schiazza, dirigente Asd Sogeda Manoppello, Loreto Colageo, presidente territoriale Uisp L’Aquila, Aurelio Michelangeli, dirigente nazionale Uisp Atletica settore Trail, e Stefania Pezzopane, deputata.

La medaglia dell’Ultramaratona del Gran Sasso d’Italia è dipinta a mano su entrambi i lati, su pietra della Majella, dall’artista Morelia Persico di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara). Su un lato è raffigurato il Guerriero di Capestrano con lo sfondo del Gran Sasso d’Italia, sull’altro il camoscio appenninico e la pulsatilla, pianta comune sulle Alpi, ma rarissima nell’Appennino.

Il percorso è impegnativo, si parte da Santo Stefano di Sessanio, a 1.251 metri d’altezza e si entra nell’antico borgo fortificato, interamente costruito in pietra bianca calcarea, imbrunita dal tempo, dove purtroppo il terremoto del 2009 ha fatto cadere la Torre Medicea, leggera discesa verso il centro abitato di Calascio, a 1.210 metri, si continua a scendere per altri 4 km fino a raggiungere i 1.100 metri, poi la strada inizia a salire fino ad arrivare a Castel del Monte, a 1.310 metri sul livello del mare.

Si attraversa il centro abitato e inizia la vera salita che porterà a Valico Capo la Serra, 1.600 metri, poi una splendida e panoramica discesa, si intravede il Corno Grande, la cima più alta degli Appennini.

Poi si arriva a Fonte Vetica, si attraversa lo splendido altipiano di Campo Imperatore e, prima dell’incrocio del lago Racollo, altra salita fino al valico, poi 4 km in leggera discesa, un altro piccolo strappo e poi la lunga discesa di quasi 8 km che fa ammirare dall’alto il lago e una delle perle d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio, dove si torna per l’arrivo.

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