UNO SPORT PER TUTTI: ALL’AQUILA ARRIVA IL BASKIN, LA PALLACANESTRO INCLUSIVA


L’AQUILA – Eliminare ogni barriera architettonica e di pregiudizi, per creare uno sport al quale possono partecipare davvero tutti e dove ogni giocatore ha un ruolo decisivo all’interno della partita.

Questa la sfida del baskin, termine che integra le due parole “basket” e “inclusione”. Uno sport che permette a persone con disabilità e normodotati di entrambi i sessi di giocare insieme, grazie a un preciso regolamento.

Nato a Cremona nel 2013, il baskin si è diffuso rapidamente in tutt’Italia, arrivando a contare nel 2018 circa ottanta squadre. A portarlo all’Aquila ci hanno pensato Ilde Mastrangeli, Lucia Ferella dell’associazione sportiva dilettantistica “Parco dello sport” e i ragazzi dell’associazione Abitare Insieme, con il progetto “A tutto sport”, finanziato dalla Fondazione Carispaq.

Ogni mercoledì, i ragazzi si allenano presso il palazzetto dello sport “Giovanni XXII” a Paganica, dove affinano le basi tecniche della pallacanestro e apprendono le regole del baskin, dando vita a partite che diventano momenti unici di socialità, integrazione e umanità. Obiettivo finale del progetto è quello di organizzare un torneo che coinvolga le realtà del basket locale e non.

Alle due aree tradizionali del basket si aggiungono altre due aree laterali, entrambe con due canestri di diversa altezza. Qui stanno i pivot, persone con ridotte capacità motorie che possono presentare una disabilità che li costringe a stare in carrozzina, essere ipovedenti oppure avere una forma di autismo.

Se un compagno di squadra riesce a superare la difesa avversaria, può entrare nell’area del pivot e consegnargli la palla; a questo punto il gioco si ferma, e il pivot tira al canestro laterale: in caso di centro, vengono assegnati due punti.

Si gioca sei contro sei, e ogni ruolo è diverso a seconda della capacità di chi lo interpreta: si va dai ruoli 1 e 2 assegnati ai pivot, dei quali almeno uno va schierato obbligatoriamente, sino al ruolo 5 per soggetti con ottime capacità motorie ed esperienza con la pallacanestro. Le due squadre possono attaccare sia l’area tradizionale che quella laterale, rendendo il gioco dinamico e avvincente.

In una fase difficile per le realtà sportive più rappresentative della città, il progetto “A tutto sport”  rappresenta una nota lieta nel panorama locale, esempio virtuoso dei benefici che i valori di aggregazione e rispetto insiti nello sport possono produrre nella società.

Uno sport, il baskin, che mette da parte i pietismi e le compassioni a favore di un’integrazione assoluta delle persone disabili, che possono confrontarsi ad armi pari con chi è più fortunato ed essere decisivi per la vittoria della propria squadra. Uno sport per tutti, metafora di come sia nel gioco che nella vita chiunque, nessuno escluso, possa essere protagonista. (a.d.m.)