Cronaca 24 Gen 2025 12:28

Vini dealcolati, anche Cia Abruzzo preme per mantenere la produzione nelle mani di imprese locali

Vini dealcolati, anche Cia Abruzzo preme per mantenere la produzione nelle mani di imprese locali
Nicola Sichetti

PESCARA – “La produzione di vini dealcolati rappresenta una nuova frontiera per il settore vitivinicolo, ma è cruciale che questa opportunità rimanga saldamente nelle mani delle imprese agricole locali, evitando che diventi un terreno di conquista per le multinazionali. L’Abruzzo ha il potenziale per guidare questa trasformazione in modo responsabile e innovativo, ma solo se agiamo con cautela e coordinazione”.

Con questo commento del presidente regionale Nicola Sichetti (nella foto), Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo interviene sul tema caldo della produzione di vini senz’alcol che nei giorni scorsi ha diviso le altre due associazioni di categoria, Coldiretti e Confagricoltura, che non se le sono mandate a dire.

Sottolineando l’importanza di affrontare questa innovazione con un approccio sostenibile e che tuteli le specificità territoriali, Cia ribadisce la necessità di “condurre studi di mercato approfonditi per comprendere la reale domanda di vini dealcolati, investire in ricerca scientifica e tecnologie che garantiscano qualità e rispetto per le tradizioni; formare i produttori locali affinché possano affrontare le nuove sfide del mercato, favorire collaborazioni tra istituzioni pubbliche e imprese per valorizzare il prodotto abruzzese”.

“Il nostro territorio”, rileva Sichetti, “è già conosciuto per la qualità e la tradizione dei suoi vini. L’introduzione dei vini dealcolati deve avvenire senza compromettere le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche tipiche che sono il cuore dell’identità abruzzese”..

La Confederazione, in una lettera inviata all’assessore regionale all’agricoltura, Emanuele Imprudente, propone di affrontare la questione in modo partecipato, portandola all’attenzione del Tavolo Verde regionale, per garantire decisioni condivise e orientate al futuro del settore.

Se è vero che la norma che dopo tanti tentennamenti apre alla produzione anche in Italia dei vini senz’alcol esclude che questi possano essere doc o docg, è altrettanto ragionevole pensare ad un polo consortile dedicato alla dealcolizzazione come proposto da Confagricoltura: una struttura tecnologica in grado di supportare anche le piccole e medie imprese, finanziabile tramite risorse mirate. Un’iniziativa che in effetti potrebbe costituire un modello innovativo e sostenibile per tutto il settore vitivinicolo regionale.


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