WINK AT: NEL CENTRO DELL’AQUILA UNO SPAZIO CREATIVO DOVE NASCONO LE B, BORSE ISPIRATE ALLE FORME DELLE DONNE


L’AQUILA – La B che ricorre. B che sta per body, boobs e booty. C’è l’esaltazione della donna e di tutte le sue forme oltre gli stereotipi nelle borse, rigorosamente Made in Italy, che la designer aquilana Roberta Rubeo crea.

La B non è una semplice borsa. È unica nel suo genere, diversa, mai vista prima. Una B che non rappresenta solo una lettera dell’alfabeto. I suoi brevetti di design industriale sono depositati a livello internazionale. Perché la B non è appunto solo un accessorio per le donne ma rappresenta un progetto ambizioso che vuole essere più ampio, quello di Wink At (il brand) che fa anche della tecnologica il suo punto di forza con una mission: creare una community di Winkers, persone libere che esprimono attraverso lo stile la loro personalità e perché no, anche la loro stravaganza.

Moda e piattaforma social che si fondono. Il progetto Wink At nasce il 10 febbraio del 2015. L’idea della designer è quella di creare un centro di stile creativo ed innovativo nel campo della moda. Il suo oggi non è solo un marchio di qualità ma un modello di organizzazione industriale con un’impresa caratterizzata dal forte legame col territorio italiano, che si distingue anche per una spiccata vocazione artigianale.

Wink at, letteralmente, vuol dire strizzare l’occhio, ammiccare. La vision dell’azienda, infatti, è proprio guardare positivamente la vita, ammiccando alle emozioni, alle persone.

“We are winkers” è il pay off aziendale. Il logo che caratterizza i prodotti è il simbolo dell’occhiolino. Il suo centro creativo, dopo un rodaggio a Roma, oggi si trova all’Aquila, in pieno centro storico ed è stato appena inaugurato.

In Via San Michele, al civico 6, ci sono tutte le creazioni in un ambiente accogliente e curato. Qui il percorso creativo nasce e cresce. Solo la produzione viene esternalizzata ma resta comunque in Abruzzo. La B oggi ha 4 interpretazioni differenti: la Big, la BabyDoll, la Baby e la Birba.

Sono borse chic ed eleganti ma anche casual, informali e sportive. Basta cambiare il modo di indossarle e le borse si aprono a diversi usi, anche in base all’umore. Un nuovo modo di “portare” la borsa che con la tracolla varia e la donna è così libera di scegliere ogni giorno e celebrare la diversità attraverso il suo stile.

A Milano la B ha avuto il suo lancio attraverso una campagna pubblicitaria di forte impatto in cui molte donne (influencer) giocano con la B, proprio in virtù dell’attinenza alle forme del proprio corpo. Riconoscere la B é inevitabile.

L’azienda, infatti, fa dell’identificazione il suo punto di forza unito alla capacità di andare contro corrente e non uniformarsi alla massa. In tutte le B, realizzate nei colori più vari, si trova una finitura di effetto con una forte attitudine però alla trasformazione.

La lettera B che si trasforma in una borsa e racconta una storia. Il suo piccolo atelier in centro narra anche la storia professionale e creativa della designer in ogni dettaglio. Non è un negozio ma un vero e proprio spazio creativo che lei intende mettere a disposizione anche della città per eventi a tema che racchiudano l’essenza di Wink At.

Il suo ritorno all’Aquila è recentissimo e si inquadra nel voler comunque da un lato aprirsi al mondo ma dall’altro valorizzare le radici, la propria storia.

Professionalmente Roberta Rubeo nasce nel settore dell’innovazione tecnologica ma da sempre ha maturato una profonda passione per il design. Per questo è riuscita ad unire l’esperienza professionale a un personale trasporto creativo che è stato anche uno stimolo per sovvertire regole e schemi predefiniti. I suoi viaggi all’estero per lavoro le hanno aperto mondi e culture differenti che hanno stimolato ancor di più la vena creativa. Vede il design come uno stimolo per far viaggiare la fantasia e rendere la vita perché no, anche migliore. Nelle sue creazioni c’è molto di lei, fuori da ogni stereotipo.

“Creare – racconta – è il mio modo per pensare in forma libera. La diversità non deve essere un limite. Semmai un elemento di distinzione”. (red.)

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