AMIRAH GAZEL, DALLA COSTA RICA A SAN PANFILO D’OCRE PER UN PROGETTO ARTISTICO DI PACE


OCRE – “L’arte è ambasciatrice di pace”. Con queste parole, cariche di trasporto, l’artista costaricana Amirah Gazel ha presentato il suo progetto artistico alla comunità di San Panfilo d’Ocre, frazione del comune di Ocre, in provincia dell’Aquila, alle porte del Parco regionale Sirente Velino, e annunciato la partecipazione del progetto alla manifestazione mondiale per la Pace in partenza proprio dalla Costa Rica.

Madre costaricana e padre libanese, trent’anni in giro per l’Europa, Amirah è un’artista eclettica, membro del Movimento Surrealista internazionale, pittrice, dall’età di appena sei anni, esperta di collage e fotografia, specializzata in terapie espressive e arte comunitaria, nonché direttrice artistica di diversi festival internazionali universitari a tema.

L’artista è arrivata a San Panfilo d’Ocre direttamente dalla capitale della Costa Rica, San José, grazie al progetto “Lab-8, riabitare con l’arte” ideato da Carsa, in collaborazione con l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), nei quattro comuni della provincia dell’Aquila, Fontecchio, Fossa, Ocre e Barisciano, che ospitano in tutto quattordici residenze per artisti internazionali.

“Sono un essere universale, un’artista ‘povera’ e surrealista, utilizzo per i miei collage materiali di tutti i tipi che mi piace trovare per strada” dice a Virtù Quotidiane nel corso della presentazione organizzata nel cortile della scuola primaria del borgo, alla presenza di Silvia Di Gregorio, coordinatrice del progetto, il sindaco di Ocre Gianmatteo Riocci e il direttore scolastico del plesso Antonio Lattanzi.

“Cercherò di coinvolgere la comunità, le persone di tutte le età, gli studenti, per ideare attraverso l’esperienza dell’incontro un progetto artistico” spiega Amirah, nel borgo già da una decina di giorni, in riferimento all’idea di realizzare due murales, uno sulla parete più esposta delle abitazioni provvisorie post sisma e un altro all’interno della scuola, poi una foto gigantesca umana scattata dal drone e raffigurante il simbolo della pace, quest’ultima vedrà la partecipazione alla Giornata internazionale della pace ONU del 21 settembre prossimo.

Le idee sono tante, “ma il mio lavoro – rivela – presterà attenzione soprattutto all’aspetto umano, alle coscienze, con l’intento di risvegliare energie e stimolare nuove relazioni. Poi che dire del contesto, quando ti svegli la mattina circondata da queste montagne puoi solo aspettarti qualcosa di bello”.

“Riabitare con l’arte si è rivelato, come era facile immaginare, un progetto molto importante per le comunità di piccoli centri colpiti prima dal terremoto e poi dalla pandemia che avevano bisogno di nuove energie – dice il sindaco Gianmatteo Riocci -. Il progetto ‘Pietre e cocci’ dell’artista egiziana Huda Lutfi esposto nella chiesa della Madonna dei Raccomandati ha avuto un largo riscontro di pubblico, così come l’esposizione ‘pietre e cocci’ dell’artista tedesca Gisela Weimann in piazza Primo Maggio. Parlare di città territorio trova il suo senso più alto in questi progetti sociali proprio perché L’Aquila è una città che ha nel suo contado la sua forza e forse la ragione stessa della sua esistenza”.

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