GIORNATA DEL LIBRO, SU FACEBOOK DIALOGO TRA RETTORE UNIVERSITÀ DELL’AQUILA E SCRITTRICE PELLICCIONE


L’AQUILA – Un dialogo a due voci sulla lettura ai tempi del coronavirus. Il rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse, e la giornalista e scrittrice Monica Pelliccione, in occasione della Giornata mondiale del libro, si confronteranno sull’importanza della cultura e della letteratura in una fase di isolamento sociale come quella attuale, dettata dall’emergenza coronavirus.

L’appuntamento è per giovedì 23 aprile, alle 17,30, con una diretta sulla pagina Facebook della libreria Colacchi dell’Aquila.

Il luogo prescelto, nel cuore del centro storico aquilano, non è casuale: una libreria che, da qualche giorno, ha riaperto i battenti al pubblico come alveo di cultura e di rinascita collettiva.

“Uno degli investimenti migliori da fare, in questo momento in cui la quantità di tempo libero che ognuno di noi ha a disposizione è maggiore rispetto a prima, è proprio la lettura”, dice Alesse, “abbiamo voluto celebrare la Giornata mondiale del libro con un’iniziativa di sensibilizzazione, che rimarca l’importanza di ampliare e approfondire le proprie conoscenze accostandosi alla lettura, in un Paese dove non si legge molto, ma che storicamente rappresenta la Patria della letteratura”.

La formula adottata è quella del dialogo, che consente di trasmettere all’esterno un messaggio chiaro: sostenere la crescita socio-culturale, soprattutto tra le giovani generazioni.

“L’idea di celebrare questa giornata è nata in Catalogna, nel 1923, su proposta dello scrittore Vincente Clavel Andrés”, ricorda Pelliccione, “tre anni dopo il re Alfonso XIII promulgò un decreto per l’istituzione della Giornata del libro in tutta la nazione. Solo nel 1996, però, la conferenza generale dell’Unesco di Parigi, istituzionalizzò l’evento. Fu scelta la data del 23 aprile perché è il giorno in cui morirono, nel 1616, tre scrittori considerati i pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de La Vega. In un momento di paure, rinunce e isolamento, i grandi testi del passato sono una finestra aperta verso nuovi orizzonti”, prosegue Pelliccione, “il libro è un amico silenzioso, che invita alla riflessione accompgnandoci in un viaggio ideale alla scoperta del poliedrico mondo che viviamo”.

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