IL TOUR DEL PIANISTA GIUSEPPE ALBANESE FA TAPPA ALL’AQUILA PER LA STAGIONE DELLA “BARATTELLI”


L’AQUILA – Torna ad esibirsi nel cartellone della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” uno dei pianisti in carriera fra i migliori in Italia, Giuseppe Albanese. Dopo numerose presenze a L’Aquila, sia come solista che con prestigiose formazioni orchestrali, l’occasione questa volta è la serie di concerti con la giovane Orchestra Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo diretta da Pier Carlo Orizio. Il tour, nell’ambito del Progetto Circolazione Musicale in Italia del Cidim, comprende 11 date in 5 regioni e, dopo aver toccato altri palchi abruzzesi, approda nel capoluogo, domenica 13 novembre all’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18.

Artista Deutsche Grammophon dal 2014, Giuseppe Albanese è ospite regolare di prestigiose formazioni internazionali, collabora con direttori di altissimo livello, presente in tutte le più importanti stagioni concertistiche ed è docente, fra l’altro, al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste.

Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo nasce innanzitutto come vetrina per il grande pianismo internazionale e si trova alla sua 59.ma edizione. Dal 2003 il Festival si è dotato di una sua compagine orchestrale che nel 2019 si è rinnovata, per la prima volta, attraverso una videoaudizione a cui hanno partecipato oltre 200 giovani strumentisti. L’orchestra, formata da 27 musicisti, vede tra le sue fila giovanissimi talenti affiancati da prestigiose prime parti di grande esperienza: il primo violino Alberto Martini è leader dei Virtuosi Italiani, Zoltan Szabo per oltre 30 anni primo violoncello dell’Arena di Verona, Giuseppe Miglioli prima viola dell’Orchestra di Padova e del Veneto e dei Pomeriggi Musicali. Numerosa la componente bresciana che comprende quasi un terzo dell’orchestra.

Il direttore è Pier Carlo Orizio, bresciano figlio dello stesso fondatore del Festival, Agostino Orizio del quale ricorre il centenario della nascita (1922-2014), collabora anche con altre formazioni orchestrali internazionali ed è docente nel Conservatorio della sua città.

In programma due capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart, i Concerti per pianoforte e orchestra n. 18 (K 456) e n. 21 (K 467), fra quelli maggiormente rappresentativi dello stile solistico mozartiano, con alternanza di temi e timbri, ricchi di spunti brillanti e virtuosistici uniti a momenti di disarmante semplicità. A completare il programma una breve opera di Benjamin Britten, Young Apollo op. 16 per pianoforte, quartetto e orchestra d’archi, Il “giovane Apollo”, dio della bellezza, ha ispirato Britten come inno alla giovinezza. Del resto Britten aveva 26 anni quando è stato costretto ad emigrare e cambiare vita. Lo spunto è il finale della poesia incompiuta “Hyperion” di John Keats riportato in partitura. Al pianoforte con i suoi temi spezzati, arpeggi nervosi, passaggi bruschi fa da contrasto la scrittura degli archi, elegante, raffinata, rasserenante. La prima assoluta fu trasmessa dalla radio canadese nel 1939 con Britten stesso come solista.

Ancora una occasione da non perdere per ascoltare un grande interprete del pianoforte come Giuseppe Albanese con i giovani musicisti dell’Orchestra Filarmonica di Brescia e Bergamo.

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