I Custodi del Lambrusco: “Via l’Igp per tutelare vino e territorio e rilanciare un prodotto bistrattato”
MODENA – Il Lambrusco non è il vino delle donne. E non è nemmeno il vino di scarsa qualità, che non ha una storia da raccontare. Sono alcuni dei pregiudizi che da sempre connotano questo vino, che i Custodi del Lambrusco, il gruppo di vignaioli, enologi e agricoltori che lavora sulle bollicine prodotte in Emilia Romagna, che si è unito nel 2024 in associazione, vuole ribaltare.
Sono venticinque oggi i produttori, di varie dimensioni (ma alcune microcantine sono prossime all’ingresso) che vogliono custodire il Lambrusco, e tutti tra le province di Modena e Reggio Emilia.
“La nostra missione”, spiega a Virtù Quotidiane, Fabio Altariva di Fattoria Moretto e presidente dell’associazione, “è stata quella di creare un’associazione che sia rappresentante della migliore manifestazione del mondo vitivinicolo emiliano. Una realtà professionale, contemporanea e internazionale, che sia riconosciuta per essere riuscita a riposizionare l’immagine del Lambrusco”.
“L’esigenza è quella di promuovere un territorio, le sue denominazioni, le sue peculiarità e le sue tradizioni, preservando una viticoltura di qualità nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e comunicando un territorio, insieme”.

Fabio Altariva
Il primo e più importante step in questo percorso per i Custodi è di “togliere l’Igp, che ci declassa tutti”, dice il vignaiolo. “Partiamo da quello, manteniamo solo la Doc, che rappresenta l’unica garanzia che quello che finisce nel bicchiere sia effettivamente Lambrusco. Le rese sono più basse e quindi anche il prezzo può aumentare, tanto più che di fronte ad un mercato già in flessione, si può fare più forza sulla richiesta”.
In circa due anni di lavoro insieme, diversi risultati sono stati raggiunti, grazie ad attività di incoming e alla partecipazione, uniti in gruppo, alle fiere, tra cui l’ultimo Vinitaly, con uno spazio collettivo in cui hanno portato i loro vini “una decina di aziende che negli ultimi anni erano rimaste fuori dagli spazi consortili”, specifica Altariva.
“La percezione finalmente sta cambiando radicalmente. Prima le persone tiravano dritto, oggi, quando riusciamo a raccontare quello che facciamo ascoltano, assaggiano e rimangono”.
E sempre con uno sguardo d’insieme e il desiderio di raccontarsi con una narrazione univoca, ma capace di evidenziare tutte le sfaccettature di questi vini, i Custodi del Lambrusco saranno tra i protagonisti della prossima edizione di Abruzzo in Bolla, l’evento dedicato agli spumanti organizzato da Virtù Quotidiane in programma dal 20 al 22 giugno a Palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila.
Oltre alla partecipazione con una ventina di etichette di nove cantine che fanno parte dell’associazione, i Custodi del Lambrusco saranno anche al centro di un talk con degustazione (prenotabile qui), condotto dal giornalista enogastronomico Antonio Paolini.

I Custodi del Lambrusco
Azienda agricola Manicardi, Azienda agricola Messori, Azienda agricola Pezzuoli, Azienda agricola San Paolo, Azienda Buonariva, Ca’ de’ Medici, Cantina della Volta, Cantina Divinja, Cantina Vezzelli Francesco, Cantina Zucchi, Cavaliera, Cleto Chiarli Tenute Agricole, Fattoria Moretto, Garuti Vini, La Battagliola, La Piana Winery, Le Casette, Lini 910, Opera02, Podere Il Saliceto, Rinaldini Azienda Agricola Moro, Terraquilia, Venturini Baldini, Villa Di Corlo, Zanasi Società Agricola.

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